L’AQUILA – In Consiglio regionale si riesce a litigare, e di brutto, anche su una legge quadro importante, quella sulla riforma del sistema della cultura abruzzese, sulla quale dopo una condivisione durata mesi, centrodestra e opposizioni di centrosinistra e del M5S hanno votato a favore: è successo in serata durante i lavori dell’Assemblea regionale, proprio nelle battute conclusive dell’iter di approvazione, all’atto delle dichiarazioni di voto quando sono volati gli stracci tra il consigliere regionale del Pd, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci, e il capogruppo di Forza Italia ed ex assessore Mauro Febbo.
I due non se le sono mandate a dire e se non ci fossero stati gli altri consiglieri, ipotizza qualcuno, sarebbero venuti alle mani. Con il governatore, Marco Marsilio, di Fdi, che questa volta ha fatto da spettatore pur “armando” la rissa.
Tutto è cominciato quando Pietrucci ha preso la parola per rispondere duramente alle affermazioni del presidente che, nel commentare positivamente l’approvazione del testo unico di riordino della cultura, ha sottolineato come “dopo 20 anni di inerzia finalmente rinasce la Film commission”.
La colpa dei ritardi, secondo Pietrucci, sarebbe da attribuire proprio al centrodestra, l’attuale Governo alla guida della Regione, nonché alla precedente Giunta Chiodi, con Febbo assessore, che “nonostante i fondi, ha approvato e finanziato la legge dopo quattro anni”.
“L’Abruzzo Film Commission era morta ed è tornata a vivere grazie al mio lavoro che ha portato all’approvazione della legge nel 2017, tre anni dopo la mia presentazione, con poche risorse, quelle che avevamo noi della coalizione di centrosinistra a guida D’Alfonso – ha spiegato Pietrucci – Poi, a fine 2018, poche settimane prima del voto regionale di febbraio, non sono state stanziate più risorse se non 100mila euro con un mio emendamento. Ora, dopo quattro anni di disinteresse, arriva il testo unificato per il quale ho dato atto all’assessore D’Amario di aver rilanciato Film commission e Fondazione. Situazioni che io volevo inserire nella mia legge ma che Febbo e Sospiri che erano all’opposizione hanno voluto cancellare”.
“Non è vero quindi quello che dice Marsilio”, ha attaccato Pietrucci che rivolgendosi al governatore, ha sottolineato: “è arrivato Cascini (personaggio dell’avanspettacolo) che non ha considerato che la Film commission in Italia è stata creata nel 2004 e che prima in Abruzzo il lavoro è stato fatto dalla Lanterna Magica. Marsilio, che è di Roma, si fa prendere dalla Capitale da un autista che paghiamo noi e qualche volta viene in Abruzzo ma non conosce la storia dell’Abruzzo”.
A questo punto è intervenuto Febbo che ha dato del “miracolato” a Pietrucci in quanto subentrato al posto dell’ex vice presidente del Csm, Giovanni Legnini, nominato commissario per la ricostruzione del Centro Italia.
“La destra non ha colpe, è stato il centrosinistra di Pietrucci a non mettere i fondi”, ha sentenziato Febbo.
Pronta la replica di Petrucci: “Lei, Febbo, è un uomo ricco, ci parli della vita che conduce, lo dica agli abruzzesi”.
Quindi di nuovo Febbo: “Taci, compagno, taci. Vai dai compagni”.
E ancora Petrucci: “Vieni qui, Febbo, vieni a dirmelo in faccia”.
Poi insulti, parole grosse con il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri che ha dovuto faticare non poco per riportare la calma. E meno male che era una legge condivisa e votata all’unanimità!





