L’AQUILA – La Corte Costituzionale dice sì a una legge regionale di aiuto alla marineria di Pescara da 400 mila euro, ma la Regione Abruzzo l’ha già silurata, abrogandola subito dopo l’impugnativa del governo e senza aspettare il giudizio.

Fin troppo frettolosa, insomma, l’amministrazione regionale, che ha cassato la norma basandosi solo sul ricorso dell’esecutivo e per evitare il contenzioso presso la Corte. E invece, con la sentenza numero 108 del 18 aprile scorso, il duello si è rivelato vincente per la Regione che, addirittura, neanche si era costituita.

La normativa oggetto del contendere è l’articolo 2 della numero 10 del 24 aprile 2013, che prevedeva un finanziamento a favore dei pescatori pescaresi e trovava copertura con la riduzione del capitolo dedicato alle spese per le cause relative al personale, quali, per esempio, quelle relative alla cosiddetta Ria, la retribuzione individuale di anzianità, ovvero l’indennità aggiuntiva allo stipendio riservata al personale regionale, concessa con una legge approvata nel novembre 2008.

A suo tempo il governo ha impugnato la legge, secondo quanto si è appreso, anche sulla scorta di qualche segnalazione, in quanto il capitolo utilizzato per la copertura è una spesa obbligatoria che non sarebbe utilizzabile per la copertura finanziaria di leggi che comportano spese correnti non obbligatorie.

Di parere opposto è stata alla fine la Consulta, che ha ritenuto che questa impossibilità non esiste atteso che le risorse stanziate per le liti e le cause, ma anche altre risorse per la spesa di personale, ben potrebbero essere utilizzate per finanziare altri interventi quando di fatto risultano eccedenti rispetto al fabbisogno.

Nessun automatismo, quindi, tra la qualificazione di spesa obbligatoria e la sua inutilizzabilità per altre finalità.

Un giudizio che, però, è stato già superato dalle mosse della Regione stessa: quando era ancora sub iudice, infatti, la norma è stata abrogata con la legge regionale numero 20 del 2013. I giudici delle leggi non erano certi della mancata applicazione della norma impugnata e poi abrogata nel periodo in cui è stata comunque vigente, quindi l’hanno esaminata lo stesso, e non l’hanno ritenuta incostituzionale.

Un episodio che apre anche un interrogativo sulla questione della mancata variazione di bilancio da 7 milioni di fine anno che, proprio come la norma ritenuta costituzionale, prevedeva la copertura con le risorse eccedenti sui capitoli di spesa del personale: spesa obbligatoria ma, appunto, eccedente rispetto alla data del 15 dicembre, dopo che sono stati pagati tutti gli stipendi del personale.

Quei 7 milioni sono diventati “fantasma”, congelati a causa del mancato disimpegno da parte del dirigente del settore Personale, Alfredo Moroni, assessore comunale aquilano, poi andato in aspettativa per puntare alla candidatura come consigliere regionale, ipotesi venuta meno dopo la sconfitta alle primarie contro Pierpaolo Pietrucci.

Il caso ha scatenato una bufera politica, con il centrodestra che ha accusato Moroni, peraltro senza mai nominarlo, di avere ‘giocato a perdere’ inguaiando l’amministrazione uscente con mossa elettoralistica, accusa rifiutata con sdegno dall’interessato.

Anche in quelle giornate frenetiche, si parlava di coperture finanziarie legate alle questioni della Ria. E nel frattempo, con le elezioni alle porte, la Regione ha deciso di non decidere, rimandando il dubbio alla prossima legislatura: trovare nuove coperture o abrogare una legge che disponeva finanziamenti a pioggia rischiando perfino ingiunzioni di pagamento?

Questioni intricate che l’assessore al Bilancio che verrà, dovrà affrontare con riflessioni e approfondimenti affinché si evitino “promesse” di finanziamento con leggi, poi cancellate oppure non attuate, ma che a detta della Consulta sono perfettamente costituzionali.

LA NORMA APPROVATA DALLA CONSULTA

La norma in questione è la seguente:

L’articolo 4 della legge regionale 11 marzo 2013, n. 6 (Misure urgenti per lo sviluppo del Settore dell’Agricoltura e della Pesca in Abruzzo) è sostituito dal seguente: “Art. 4 (Norma finanziaria) 1. Agli oneri finanziari derivanti dall’attuazione dell’articolo 3, stimati per il solo anno 2013 in euro 428.000,00, si provvede: a) con le risorse iscritte nell’ambito del capitolo di spesa 08.01.016 – 141501, denominato “Aiuti alla marineria pescarese ex art. 34 – commi 32 e 33 – del decreto-legge 18.10.2012, n. 179 convertito, con modifiche, in Legge 17.12.2012, n. 221” di euro 23.498,00; b) con le risorse iscritte sul capitolo di spesa di nuova istituzione 08.01.016 – 141502, da denominare “Intervento straordinario in favore della Marineria di Pescara – Articolo 4 della legge regionale 11.3.2013, n. 6” di euro 404.502,00. 2.

Al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2013 sono apportate le seguenti variazioni in termini di competenza e di cassa: a) lo stanziamento del capitolo di spesa 02.01.009 – 321907, denominato “Oneri derivanti da transazioni, liti passive, procedure esecutive ed interessi passivi in materia di ordinamento del personale” è ridotto di euro 404.502,00; b) lo stanziamento del capitolo di spesa 08.01.016 – 141502 denominato “Intervento straordinario in favore della Marineria di Pescara – articolo 4 della legge regionale 11.3.2013, n. 6” è incrementato di euro 404.502,00”.