ROMA – La fiducia alla Camera sul dl Ucraina alla fine passa con 207 sì. Compresi quelli dei tre vannacciani. Dopo una giornata di riflessioni e confronti sull’impatto politico del via libera o del non voto (il “no” era stato escluso sin dall’inizio) è proprio Roberto Vannacci ad annunciare la mossa, a cui seguirà il no al decreto che autorizza il prosieguo degli aiuti militari a Kiev. Provvedimento che, alla fine, viene approvato con 229 voti a favore e 40 contrari (quelli di M5s, Avs e vannacciani).

“Un partito di destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare” ma “non rinunciamo alla nostra identità”, afferma il generale. Che, in questo modo, non rompe con la maggioranza, ma si lascia mani libere.

La scelta era prevista tra i Fratelli d’Italia che ora stanno alla finestra, mentre la Lega minimizza: “Più che Futurismo di Marinetti è il trasformismo di Giolitti – punge il capogruppo Molinari -. È un buffo tentativo di salvare l’immagine, ma è chiaro che si sono contraddetti”. “Noi rappresentiamo un partito orgogliosamente parte del centrodestra, che lo ha creato”, rivendica Paolo Formentini. Invece, Rossano Sasso, uno degli ex leghisti di Futuro Nazionale accende i riflettori sul “malessere di tanti colleghi” salviniani sull’Ucraina. Quindi lancia un appello alla maggioranza: “Noi ci siamo, però ascoltate”. Giorgia Meloni “non ha più la maggioranza in politica estera – puntano il dito dal Pd – La stabilità che continua a rivendicare è solo di facciata”.

Diversa la lettura di Più Europa con Riccardo Magi: ponendo la questione di fiducia è stata “lasciata una porta aperta all’ingresso dei putiniani in maggioranza, altro che dimostrazione di maggiore responsabilità…”. Con la Russia “forse riuscirei a mediare meglio di Draghi, visto che ha detto peste e corna di Putin. Se ci fosse l’opportunità, perché no?”, risponde Vannacci che si definisce “pro italiano”. “Questa guerra deve finire perché non è negli interessi né dell’Europa, né dell’Italia, né dell’Ucraina”.

I partiti si dispongono così sullo scacchiere dell’Aula: il centrodestra di governo vota sì a fiducia e decreto; i tre vannacciani sì alla fiducia e no al decreto; Pd, Iv, Azione e Più Europa no alla fiducia e sì al provvedimento; da M5s e Avs doppio no a fiducia e decreto.

Partita a sé quella degli ordini del giorno: vannacciani, M5s e Avs si presentano con odg dai contenuti quasi sovrapponibili (stop alle armi a Kiev, maggiore sforzo diplomatico e trasparenza negli invii di armamenti), ma all’atto del voto pentastellati e rossoverdi dicono no agli impegni proposti da Futuro Nazionale e viceversa. Una scelta politica ben precisa che cela la necessità di marcare le dovute differenze e che deflagra in Aula nelle reciproche accuse di incoerenza.

Alla fine tutti gli ordini del giorno delle tre forze politiche vengono bocciati: quelli dei seguaci del generale registrano una sola astensione, quella del deputato di Sud Chiama Nord Francesco Gallo. Che però tiene a smentire sul nascere tutte le voci di flirt con Vannacci: “Mi sono astenuto su tutti gli ordini del giorno presentati” Nel centrosinistra le divisioni vengono a galla non solo all’atto del voto finale, ma anche negli ordini del giorno, con il Pd che vota contro i testi degli alleati quando mettono in discussione gli aiuti militari a Kiev (e si astiene sugli altri).

“Il supporto umanitario è il fulcro dell’intero provvedimento grazie alla Lega”, rivendica il partito di Matteo Salvini annunciando il via libera al decreto, su cui – pur con l’assenza di 8 deputati -mostra una buona tenuta. Mentre Azione punta il dito: “Votiamo sì ma sottolineiamo l’ipocrisia di cambiare il titolo” togliendo la parola ‘militari’ “per accontentare Vannacci”.

Vedete Vannacci come un aiuto al vostro campo? “No, assolutamente no. Anche perché oggi ha votato la fiducia al governo, quindi tanto rumore per nulla. Alla fine si tratta di litigi nell’ambito della destra, per prendere qualche voto, ma senza coerenza”, ha detto il presidente del
M5s, Giuseppe Conte, a Realpolitik, su Rete 4.

Poi, parlando del voto sull’Ucraina: “Da quattro anni il Movimento 5 Stelle è coerente nelle sue posizioni. Noi non abbiamo nulla a che vedere
con chi ha atteggiamenti filo russi. Abbiamo condannato da subito l’aggressione della Russia. Semplicemente abbiamo detto con grande lungimiranza: ‘Attenzione, non possiamo scommettere sulla pelle degli ucraini su una vittoria militare contro la Russia che ha 6000 testate nucleari. Dobbiamo investire nel negoziato, cosa che non è stata fatta”.

Poi parlando di chi dice che su Kiev le posizioni di Vannacci non sono diverse da quelle del M5s: “Io non ho mai querelato nessuno quindi non querelerò neppure chi dice questo – ha detto Conte – non querelerò Vannacci. Sono per la libertà di opinione, anche di dire stupidaggini”.