LANCIANO –  “Il questore di Chieti va rimosso e i parlamentari abruzzesi dovrebbero inondare di interrogazioni il Ministro degli interni”.

È quanto chiede Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, in una nota.

La polemica si inserisce nella vicenda, già molto delicata, della Faist, azienda di Lanciano che produce sensori per le turbine di auto e veicoli commerciali, che ha deciso di trasferire la produzione a Perugia dismettendo lo stabilimento frentano che dà lavoro a 16 addetti.

A proposito dell’intervento della Polizia la scorsa notte dinanzi alla Faist, ieri il questore Ruggiero Borzacchiello aveva precisato all’Ansa: ”Noi non abbiamo sgomberato assolutamente niente, la richiesta è arrivata dall’azienda che ci ha rappresentato la situazione dicendo che c’erano dipendenti che impedivano l’accesso dei mezzi: siamo andati lì, abbiamo avuto anche la possibilità di interloquire proprio per capire e cercare di comprendere le ragioni che erano sul tavolo. Le operazioni si sono concluse in maniera pacifica, senza nessuna problematica, non ci sono stati episodi di violenza”.

Parole che secondo Acerbo sarebbero “gravissime” e addirittura accusa Borzacchiello di “essersi vantato dello sgombero notturno del presidio”. Parole che “sono figlie del del clima che si respira da troppi anni nel nostro paese in cui i diritti dei lavoratori ormai si possono calpestare impunemente – aggiunge Acerbo – Siamo tornati ai tempi in cui le forze dell’ordine e lo stato erano schierati a difesa del padrone. La polizia è intervenuta in una vertenza sindacale che si era appena aperta pregiudicandone l’esito. Per il 17 era convocato il tavolo azienda-sindacati presso la prefettura. Consentendo ai tir di portare via i macchinari il questore ha in pratica delegittimato il corretto confronto sindacale. Quelle lavoratrici e lavoratori stavano difendendo un diritto – quello al lavoro – sancito dalla Costituzione che viene ben prima degli interessi dell’impresa a delocalizzare. Il Questore di Chieti va rimosso e i parlamentari abruzzesi dovrebbero inondare di interrogazioni il Ministro degli interni. Rinnovo la solidarietà a lavoratrici e lavoratori della Faist di Lanciano che hanno subito l’intervento della polizia e che stanno perdendo il lavoro”, conclude. 

“Faist ci aveva chiesto di intervenire per consentire ai camion di lasciare la fabbrica, noi abbiamo regolarizzato il flusso dei veicoli che uscivano dalla fabbrica: le altre motivazioni le lascio a chi di dovere – aveva detto Borzacchiello – Non siamo intervenuti in massa ma era un servizio minimo, non più di una decina di agenti, per assicurare che il tutto si svolgesse nella legalità: noi siamo semplicemente attori di legalità, non abbiamo altre motivazioni, abbiamo fatto solo la nostra parte che ci compete. Era una situazione di ordine pubblico che andava considerata e valutata, l’abbiamo fatta nel migliore dei modi, la nostra attività è quella di regolarizzare la legalità”.