L’AQUILA – Non si arresta a livello nazionale la scia dell’emergenza abitativa, con un aumento esponenziale del numero degli sfratti, l’Abruzzo, con L’Aquila, si piazza al 14esimo posto nella classifica dei capoluoghi di provincia.

Il Centro Studi del sindacato inquilini Ania in collaborazione con l’associazione Proprietari Casa Mia ha analizzato il mercato della locazione in Italia e il primo dato che emerge fotografa impietosamente un aumento crescente delle morosità degli inquilini. 

Questo fenomeno ha un trend in crescita e le previsioni non danno alcuno spiraglio di un suo rallentamento o diminuzione. 

In Italia, come si legge in una nota, per il 2018 si sono locate 1.347.815 unità abitative e rispetto agli anni passati certifica il trend negativo. 

Da questo dato, visto che la popolazione nazionale è da tempo invariata, è facile desumere che in una unità immobiliare sempre più spesso vi alloggiano due o più nuclei familiari per dividere le spese e dividere il canone di locazione. 

Ancora oggi l’uso del Contratto fiscalmente agevolato è minoritario rispetto al totale del mercato della locazione abitativa da come si può desumere dai dati riportati in tabella. L’uso del Contratto Concordato con l’assistenza delle OO.SS. di categoria consente un importante risparmio fiscale in grado di calmierare i canoni locativi. 

In questo modo diminuirebbero le morosità ed i conseguenziali sfratti con una conseguenziale maggior propensione a locare da parte dei proprietari. 

Combattere la crisi del settore della locazione diventa sempre di più di primaria importanza per che ci amministra in quanto tale comparto è di vitale importanza per il benessere sociale e per evitare la rinascita delle lotte di classe di sessantottina memoria.

Gli sfratti emessi all’Aquila nel 2018 sono 18, un numero decisamente più basso rispetto agli oltre 5 mila di Roma, ai 2.526 di Torino e ai 1.855 di Milano, anche se bisogna tener conto dell’estensione della città e del numero di residenti.

Meglio del capoluogo abruzzese solo Catanzaro, con zero sfratti emessi, mentre per Venezia, Trieste, Ancona e Bari i dati non sono disponibili.

Tuttavia, nel 2017, stando ai dati del Ministero dell’ottobre scorso, l’Abruzzo, in controtendenza con la stragrande maggioranza delle regioni d’Italia, ha registrato 2.274 provvedimenti di sfratto (80 per cento in più rispetto al 2016), 2.087 richieste di esecuzione pari al 82 per cento in più rispetto al 2016 e 783 sfratti eseguiti ovvero 11,7 per cento in più rispetto all’anno precedente.