LANCIANO – La Fiom Cgil ha denunciato oggi l’aumento di lavoratori in trasferta del Gruppo Fiat alla Sevel di Atessa (Chieti).
“Ieri sera alla Rsu di fabbrica – dice Marco Di Rocco, segretario provinciale di Chieti – i dirigenti aziendali hanno annunciato da oggi l’arrivo di 150 lavoratori da Cassino, Mirafiori e Pomigliano, per coprire solo 4 giorni, a prezzi raddoppiati, fino a mercoledì prossimo. Non comprendiamo tale decisione che, sospettiamo, è legata al’impegno dei lavoratori nei seggi elettorali, ai quali l’assenza verrà scalato come permesso individuale”. Il segretario regionale Nicola Di Matteo, giudica l’ulteriore arrivo dei trasferisti un atteggiamento “speculativo, strumentale, politico e schizofrenico”.
“In Sevel sono finora giunti 500 lavoratori da altri stabilimenti, mentre sono solo 150 quelli locali interinali ripresi dopo il licenziamento di mille operai due anni fa. La Fiat aveva promesso l’assunzione di altri 120 lavoratori locali. Rispettiamo – aggiunge Di Matteo – i problemi degli operai trasfertisti, ma avevamo chiesto un equilibrio nelle assunzioni. Per questo chiederemo un incontro al Governatore Gianni Chiodi di intervenire, e faremo appello ai sindaci del territorio e le istituzioni. Stiamo inoltre organizzando una lotta per chiamare a raccolta i fuoriusciti di due anni fa per una forte protesta dinanzi ai cancelli della Sevel. Bisogna tutelare anche l’occupazione locale”.
Sul tema occupazionale locale la Fiom chiede a Uilm e Fim di lavorare unitariamente. Quanto alla proroga fino al 2019 della joint venture Fiat-Psa, la Fiom dice che non ci sono certezze e che tutto è fumoso; “di sicuro – chiude Di Matteo – la strategia industriale fra i due gruppi è finita”.





