CHIETI –  Il Comune di Chieti ha avviato le procedure per riscuotere 25 mila euro da Ivo D’Agostino, ex assessore, che ha patteggiato una condanna a 3 mesi per lo scandalo delle case popolari in cambio di prestazioni sessuali.

La clamorosa vicenda giudiziaria risale al 2013 e l’ex assessore era finito ai domiciliari per violenza sessuale e concussione ai danni di sei donne, per lo più giovani madri disoccupate che si erano rivolte a lui per avere un aiuto. La pena è passata in giudicato nel 2015.

La somma a titolo di risarcimento è stata indicata dalla Corte dei Conti dell’Aquila per danno all’immagine del Comune.

“D’Agostino avrebbe piegato e degradato le funzioni pubbliche ai propri spregevoli istinti e interessi per finalità marcatamente delittuose”, si legge nella sentenza.

E quelle condotte avrebbero provocato al Comune una lesione “al decoro e una perdita di credibilità, si tratta di comportamenti certamente detestabili, in quanto imputabili ad individuo le cui attività d’istituto si svolgevano in complesso, delicato ed esteso settore d’amministrazione”.

“Il risarcimento di 25 mila euro è un importo ampiamente giustificato dal ruolo e dalle funzioni rivestite dal responsabile – si sottolinea la sentenza – dall’oggettiva e intrinseca gravità dei numerosi fatti al medesimo contestati nonché dalla rilevanza e risonanza che le vicende avevano sugli organi di informazione, uniti al clamore comunque connesso alla instaurazione, celebrazione e conclusione del processo penale”.

Al contrario della condanna penale ormai definitiva, la sentenza della Corte dei conti è di primo grado, D’Agostino potrà quindi fare appello.

A difendere l’ex assessore, l’avvocato Alessandro De Iuliis, che ne aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo “l’insussistenza dei fatti storici”, e contestando “l’entità del preteso risarcimento”.

Il 10 maggio il Comune di Chieti ha pubblicato una delibera con la quale ha deciso di procedere al recupero della somma liqidata dalla sentenza.

“Si rende necessario procedere al recupero delle somme”, si legge nella delibera, l’amministrazione ha affidato al dirigente Alfredo Angelucci l’incarico di seguire il caso: Angelucci è stato nominato responsabile del procedimento e la mansione è stata comunicata al procuratore regionale della Corte dei conti Maurizio Stanco.

Se l’ex assessore non dovesse pagare spontaneamente, il Comune di Chieti  potrebbe fargli causa e presentargli un decreto ingiuntivo.