PESCARA  – Diretta streaming alle ore 11.30, della conferenza stampa del senatore Luciano D’Alfonso, convocata  “per rimediare alla totale mancanza di comunicazione di una notizia di assoluto interesse pubblico che la Giunta regionale avrebbe dovuto diramare con immediata soddisfazione”.

Si tratta della recente sentenza con cui la sezione staccata di Pescara del Tar Abruzzo – respingendo tutti i ricorsi presentati dalle società di trasporto private –  ha legittimato l’operato della precedente Giunta regionale che, a settembre del 2017, aveva provveduto all’affidamento in house del Trasporto pubblico locale a TUA, la Società Unica Abruzzese di Trasporto, interamente partecipata dalla sola Regione, che attualmente gestisce l’80% del servizio di trasporto pubblico regionale, con il restante 20% delle tratte sub-affidate in concessione agli operatori privati tramite gare d’appalto.

I numerosi operatori privati, alla fine del 2017, articolarono una serie di ricorsi contro la delibera di affidamento per tentare di riappropriarsi di quote di libero mercato più remunerative a cui accedere senza gara dietro semplice autorizzazione.

Ma secondo i giudici del TAR di Pescara “la scelta dell’Amministrazione appare immune dai vizi denunciati perché (…) si è accertata ragionevolmente una situazione di “presumibile” fallimento del mercato in merito alle tratte che devono essere garantite alla collettività e quindi appare legittima la decisione della erogazione del TPL (trasporto pubblico locale, nds) in regime concessorio di servizio pubblico”.

“Abbiamo ottenuto con merito una sentenza che è passata vergognosamente sotto silenzio – rimarca D’Alfonso –  Sembra quasi che ci sia stato dispiacere da parte della Giunta regionale, nel sentirsi dire dal Tar che bene abbiamo fatto, come Regione, ad affidare direttamente i servizi di trasporto di interesse collettivo a TUA la “società in casa”, interamente a capitale pubblico, alzando la soglia dei cosiddetti “servizi minimi” e sottraendo, così, alle logiche di mercato la gestione delle delicatissime esigenze del trasporto pubblico abruzzese le cui peculiarità sociali, demografiche e morfologiche – lo hanno riconosciuto i giudici amministrativi – sono assai poco appetibili per chi ricerca il profitto. Pensiamo solo alle esigenze collettive del pendolarismo scolastico e delle zone montane e interne.” Su 305 Comuni abruzzesi, infatti, ben 216 sono scarsamente attrattivi per i servizi di trasporto privati in quanto ricadono in aree interne e per questo sono classificati periferici e ultraperiferici.

Alla conferenza stampa parteciperà anche il deputato di Italia viva Camillo D’Alessandro, che nel 2017, in qualità di sottosegretario ai trasporti fu coregista col Presidente D’Alfonso della più rilevante riforma della storia recente in Abruzzo del TPL: “Dopo aver realizzato una tra le più importanti società di trasporto pubblico locale in Italia – riassume D’Alessandro – con 1600 dipendenti e salvando dal fallimento le precedenti società (Arpa, Gtm, Sangritana, nds), abbiamo ristabilito le regole di condotta con i servizi minimi che hanno invertito il contezioso con i privati: perdevamo tutte le cause, in seguito abbiamo vinto tutti i contenziosi milionari”.

E, da ultimo, la sentenza del Tar che ha dato ragione alla strategia della Regione: “In conferenza stampa tenteremo di spiegare  – anticipa D’Alfonso  – il paradosso di Gino Bramieri: la Regione è risultata vincente su tutta la linea, ma non ha cantato vittoria. Mi chiedo, ma è amica nostra o amica del giaguaro?”.