ROMA – Si affaccia oggi in Senato l’emendamento che priverebbe di ogni tutela i giornalisti, dipendenti o freelance che siano, i quali commettano diffamazione a mezzo stampa.
“Anti-Gabanelli” è stato definito, in onore di Milena Gabanelli, conduttrice del programma di giornalismo d’inchiesta di Rai3.
La norma, proposta in Senato dal pdl e firmata Caliendo, dichiara nulle, ai sensi del codice civile, tutte le clausole che sollevano totalmente o in parte da eventuali risarcimenti monetari e dalle conseguenze patrimoniali l’autore del reato, in quanto è chiamato ad assumersi da contratto l’onere del danno per la responsabilità civile.
Secondo l’emendamento non valgono le clausole per cui i rei “sono sollevati, in tutto o in parte, dagli oneri derivanti dal pagamento delle pene pecuniarie loro comminate”.
Cancellate anche quelle che prevedono a carico esclusivo “del proprietario della pubblicazione dell’esercente dell’impresa giornalistica o dell’editore gli oneri derivanti dal risarcimento dei danni determinati dalla commissione dei reati” nonostante il reato fosse di natura incidentale, accertato nel corso di un procedimento civile.
Spetterà al giudice determinare l’entità del danno da diffamazione a mezzo stampa, tenendo conto della diffusione geografica e quantitativa del canale usato e dell’efficacia dell’intervento riparatorio di rettifica.
Secondo indiscrezioni il relatori del ddl, Filippo Berselli e Silvia Della Monica sarebbero contrari all’attuazione.
Per martedì prossimo sono previste le votazioni per gli emendamenti in commissione di giustizia.



