L’AQUILA – “L’empasse dell’impianto di risalita “Fontari” a campo Imperatore,  che non poptrà essee realizzato, e la prossima stagione a rischio, da ricondurre alla scelta incoerente di procedere, anzichè alla mera sostituzione dell’impianto esistente, progetto che sarebbe stato  già approvato e immediatamente cantierabile, ad una riprogettazione dello stesso con traslazione e  allungamento del tracciato”.

Lo afferma la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, nel giorno in cui si è diffusa la notizia della lettera del Ministero dell’Ambiente che boccia il parere positivo del direttivo del Parco, al progetto di nuovo impianto di risalita, per il quale si battono, contro il no degli ambientalisti, gli operatori turistici del Gran Sasso e quasi tutta la politica aquilana. Che si sono scagliati anche contro l’ufficio scientifico del Parco che ha dato parere negativo, contro lo stesso direttivo.

“ Stigmatizziamo – afferma a tal proposito Blundo – l’attacco del sindaco dell’Aquila Massimo Cialente alla dottoressa Daniela Tinti, tecnico naturalista del Parco Gran Sasso, che ha agito nel pieno del suo dovere d’ufficio e in coerenza con un consolidato quadro programmatico e normativo”

“Una scelta arbitraria – incalza la Blundo – quella di puntare sul progetto di sostituzione e ampliamento, della quale risultano incomprensibili le ragioni tecniche, che comporta una maggior spesa, e che, risultando anche maggiormente impattante sull’ambiente, risulta nel complesso di difficile fattibilità”.

“Ciò ha determinato l’accumularsi di un ritardo tale da rendere ormai impraticabile anche la semplice sostituzione già precedentemente progettata ed approvata, e perfino un adeguamento tecnico dell’impianto esistente, e mette a rischio la prossima stagione invernale”. 

“Questa eventualità  – sottolinea Blundo – deve pertanto essere ricondotta unicamente alla responsabilità delle scelte sbagliate ed intempestive operate dall’amministrazione comunale, e non certo al presunto ostruzionismo di una ipotetica fazione ‘antisviluppista’. Vanno infine sottolineati i limiti oggettivi  del bacino con la sua capacità massima di 1500 sciatori, con le incertezze climatiche che riducono a 28/35 i giorni effettivi di utilizzazione nell’anno e con l’ulteriore strozzatura della Funivia con i suoi pregiudiziali costi di gestione”. 

E Blundo illustra poi la sua idea di sviluppo del Gran Sasso.

“Le prospettive di sviluppo futuro del comprensorio del Gran Sasso – spiega la senatrice – sono da ricondurre all’adozione di un modello di sviluppo più ampio ed organico , basato sulla pluralità di valenze turistiche  fruibili in  un arco temporale annuale e su criteri di sostenibilità ambientale e sociale, che, tenendo conto di tutti gli attori socio-economici in gioco, garantisca anche la conservazione del patrimonio naturale esistente”. 

“Le potenzialità turistiche del Parco Nazionale del Gran Sasso – queste le conclusioni di Blundo – non possono e non devono limitarsi alla breve stagione sciistica invernale, ma devono essere sfruttate in un’ottica integrata, capace di valorizzare l’area per tutto l’anno nelle sue peculiarità e valori, nel rispetto delle normative nazionali ed europee poste a tutela delle specie e degli ecosistemi”.