L’AQUILA – “In merito ai punti acquisiti con la nuova legge approvata mi sono reso conto che ha suscitato molta preoccupazione e ha creato fraintendimenti il punto sulle cosiddette seconde case”.
Lo scrive il deputato aquilano del Partito democratico Giovanni Lolli, in riferimento al maxi-emendamento sul terremoto proposto dal ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca e inserito nel decreto legge “Crescita” che ha ottenuto il via libera dalla Camera dei deputati e attende l’ok del Senato.
“Dopo l’approvazione della legge alla Camera e del relativo ordine del giorno interpretativo, di cui sono primo firmatario, la situazione è la seguente – spiega Lolli – nei centri storici di tutti i Comuni del cratere le parti comuni e strutturali delle seconde case vengono rimborsate sempre quando siano inserite in aggregati, anche nel caso in cui si tratti di aggregati di sole seconde case”.
“Nel solo caso del centro storico del comune dell’Aquila – aggiunge – vengono ricostruite nelle parti strutturali anche le seconde case isolate, cioè non inserite in aggregati, anche di un unico proprietario e anche non adibite ad abitazione”.
“Resta valida per tutti i proprietari di seconde case l’ulteriore possibilità, anche quando le parti comuni e strutturali siano finanziate, di accedere al finanziamento per le parti interne dell’80%, con il tetto di 80 mila euro – sottolinea Lolli – qualora non abbiano usufruito del finanziamento per la prima abitazione”.
“Dalle prime informazioni fornite dai sindaci – dice ancora l’esponente Pd – sembra che il numero degli alloggi isolati dei centri storici sia molto ridotto”.
“Quante siano con precisione le abitazioni del primo e del secondo caso lo dovranno al più presto far sapere i Comuni – conclude – anche al fine di poter continuare nei successivi provvedimenti la nostra battaglia per estendere a queste tipologie i diritti acquisiti per gli altri”.



