L’AQUILA – Stravincono i licei nelle scelte degli studenti abruzzesi che stanno frequentando l’ultimo anno delle scuole medie.

Lo confermano i dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale sulle iscrizioni per l’anno 2015-2016, che si sono chiuse lo scorso 15 febbraio.

Il 51,9 per cento ha optato per una scuola non professionalizzante, seguendo il trend regionale e nazionale dello scorso anno, dove a vincere sono sempre i licei.

A scegliere gli istituti tecnici è il 30,5 per cento degli studenti, ovvero 3.175 iscrizioni, confermando la tendenza dello scorso anno, mentre le scuole professionalizzanti sono la “meta” del 17,6 per cento (1.490 iscrizioni), un punto percentuale in più rispetto a un anno fa.

Analizzando i dati, si nota comunque che anche i licei non sono tutti uguali.

Il più ambìto è lo Scientifico con 3.117 iscritti, quello che negli ultimi tempi viene visto come in grado di fornire una “base” più completa per chi vuole affrontare gli studi universitari.

In netta ascesa, in Abruzzo così come a livello nazionale, c’è il Linguistico, con 855 future matricole, forse guidate nella scelta dal fatto che a oggi abbattere il muro della lingua possa aiutare a trovare occupazione al proprio talento.

Terzo posto per il Classico, con 724 iscritti, che vanta ancora la fama di essere la scuola ad offrire il miglior metodo di studio, ma negli ultimi anni registra un leggero calo nelle preferenze a livello regionale, mentre a quello nazionale è stato doppiato dal Linguistico.

Bene anche Scienze umane, con 834 iscritti, seguito dai licei Artistici (412), quelli musicali (153) e gli europei/internazionali (49).

L’AQUILA: IL DRAMMA DELLE ISCRIZIONI

Nel capoluogo abruzzese è sempre forte il calo delle iscrizioni dovute all’esodo di molte famiglie per il post terremoto, anche se qualche spiraglio di luce si intravede.

“Tra scuole medie e superiori il calo è di 800 iscritti rispetto al 2008-2009 – spiega Angelo Mancini, preside del liceo Classico “Cotugno” dell’Aquila – C’è una piccola ripresa per le iscrizioni di elementari e materne e questo fa ben sperare. Si tratta in molti casi di stranieri, per lo più provenienti da famiglie arrivate qui per lavorare nella ricostruzione”.

“La gente è andata via, i rientri sono pochi e la cosa più preoccupante è che i ragazzi vanno fuori per frequentare l’Università, magari iscrivendosi a facoltà che si trovano anche all’Aquila”, conclude allarmato.