L’AQUILA – “L’inchiesta sull’amministrazione provinciale aquilana offre uno spaccato assai emblematico dei valori e dei metodi di gestione della cosa pubblica del berlusconismo nostrano. Ci vuole davvero un’incredibile faccia tosta per dichiarare come ha fatto il presidente Del Corvo che ‘politicamente non vedo un peso da questa vicenda’”.

È quanto afferma in una nota il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo.

“Il direttore arrestato – ricorda l’esponente politico – è stato nominato da Del Corvo e viene dall’amministrazione comunale di Celano. Quindi si tratta di uomo di fiducia sia del presidente Del Corvo che del senatore-sindaco-coordinatore regionale del Pdl abruzzese Filippo Piccone. Non si tratta di un usciere ma di un personaggio chiave del gruppo di potere targato Pdl nella Marsica. In qualsiasi paese europeo per non parlare degli Stati Uniti un direttore che va a prostitute con l’auto blu pagata dai cittadini andrebbe a casa con la velocità di un missile. Basterebbe questa sola accusa per determinare l’immediata rimozione”.

“Del Corvo – prosegue Acerbo – non può cavarsela così a buon mercato quando è arcinoto che la sostituzione del precedente direttore e la nomina di Specchio è stata per lui una priorità assoluta. Dall’inchiesta pare emergere anche un quadro di fortissima vicinanza con il direttore regionale ing. Pierluigi Caputi su cui va fatta chiarezza. Considerato che Caputi ha in mano tutto ciò che ha a che fare con i lavori pubblici nella nostra regione il quadretto della sua festa di compleanno è davvero inquietante”.