L’AQUILA – Il programma di interventi di messa in sicurezza e riparazione degli edifici scolastici lesionati a seguito del sisma del 2009 e denominato “Scuole d’Abruzzo-Il futuro in sicurezza” finisce nel mirino della magistratura.

Stando a quanto riporta questa mattina il quotidiano Il Centro, infatti, i militari  della Guardia di Finanza, su ordine della Procura aquilana, hanno acquisito documenti negli uffici della struttura commissariale e stanno indagando al momento contro ignoti, per verificare se ci siano state delle anomalie nell’amministrazione dei 221 milioni messi a disposizione dal Cipe e distribuiti con un piano d’intervento con il decreto 61 firmato dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.

Roventi polemiche erano seguite alla trasmissione televisiva di Rai3 Report di alcune settimane fa, nel corso della quale era stato dimostrato come in alcuni casi i fondi fossero stati destinati a scuole che non avevano avuto danni diretti dal terremoto dell’aprile di due anni fa (condicio sine qua non per accedere ai finanziamenti).

Abruzzoweb si è occupato a più riprese della vicenda, spiegando come l’originario elenco di 213 scuole sia stato redatto nei primissimi giorni dopo il sisma, che provocò 309 morti, dal Provveditorato alle Opere pubbliche con i dati a disposizione degli uffici tecnici di Regione e struttura commissariale; il piano di messa in sicurezza delle scuole finanziato dal Cipe, infatti, risale al 2008, quando il Comitato interministeriale mise a disposizione un miliardo di euro per interventi di adeguamento degli edifici scolastici. Sulla scorta delle schede e delle rilevazioni in possesso dell’Ente, spesso realizzate su segnalazioni dei presidi dei singoli istituti o dei sindaci dei Comuni, la documentazione era già stata predisposta.

I singoli progetti, comunque, sono stati oggetto di una valutazione degli uffici del Commissario, tanto è vero che da una prima ricognizione erano almeno 35 i finanziamenti stralciati dal primo elenco e si è ancora in attesa di un secondo decreto commissariale che ridistribuisca le risorse, anche per quelle scuole escluse in un primo momento dai fondi Cipe (come Rocca di Mezzo o Castel di Sangro in provincia dell’Aquila).

Sulla vicenda nelle scorse settimane si è innescato un rovente botta e risposta a suon di comunicati, domande incrociate e accuse tra il commissario Chiodi, il responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione,  Antonio Morgante, e l’assessore comunale Stefania Pezzopane.

Saranno adesso Fiamme Gialle e Procura a verificare cosa sia accaduto realmente in questa vicenda, in che modo siano state realizzate le istruttorie e se ci siano state delle irregolarità.