L’AQUILA – Fanno discutere le prese di posizione del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi di Fdi, nel corso del suo intervento alla tavola rotonda in occasione della Giornata Nazionale delle Università, si registra infatti la presa di posizione del comitato cittadino Scuole Sicure.

“Occorre ragionare con i numeri – ha detto Biondi -, per ogni azienda che cessa attività nel centro storico dell’Aquila ne aprono quattro, c’è un boom e non sono attività di somministrazione bevande. Il centro non è solo bar e ristorante”, e poi entrando nel merito  ha proseguito: le scuole come le abbiamo vissute noi, non ci sono più”, “è una visione arcaica che io rimpiango quella dei ragazzi che vanno a scuola a piedi passando sotto i portici”, ci chiedono, “rimettete le scuole in centro, da tre anni non mi dicono dove, perchè oggettivamente in centro storico è complicato, servono determinati requisiti e standard. Io allo scientifico andavo in scuola in centro ed eravamo in 27 in un aula, in 15 metri quadrati, e con il tetto ci sfiorava le teste”

Questa la replica del conclude il Comitato Scuole Sicure.

“Dire che le scuole non debbano tornare nel centro storico è una visione miope, comoda, e totalmente scollegata dalla realtà. Una città senza scuole nel cuore è una città morta. Le scuole sono vita, presidio sociale, rete di comunità. Spostarle altrove significa abbandonare il centro, rinunciare alla vera ricostruzione sociale, condannare famiglie e bambini a pendolarismi assurdi. Non capiamo poi l’affermazione secondo cui a scuola ci si debba andare per forza “in auto”, mentre si dovrebbero potenziare i trasporti pubblici, ed i trasporti pubblici scolastici.

“Non condividiamo affatto il pensiero del sindaco. Molte città in Italia e nel mondo stanno seguendo altre linee di sviluppo, più umane e più vicine alla comunità. Una scuola di prossimità – nel centro storico ma vale anche per le periferie e le frazioni – ha l’effetto di “avvicinare i luoghi alla collettività e all’individuo”. E’ il paradigma che stanno ad esempio seguendo a Parigi – e in altre città nel mondo – con “la città dei 15 minuti”: luoghi – e anche la scuole – raggiungibili in pochi minuti a piedi, inserite nel tessuto cittadino, e non relegate ai margini (es. “il polo scolastico di Collemaggio”)”.

“Non condividiamo neanche la visione del sindaco che la presenza della scuola sia solo un valore economico: sembra che l’unico parametro di valutazione sia l’indotto di nuove attività commerciali. Ma la scuola è prima di tutto un servizio, per i bambini e per la famiglie. Crea poi rete sociale. E infine riteniamo che porti anche richiesta di servizi commerciali», prosegue la nota.

“In ultimo, non condividiamo che il sindaco si sia rassegnato a ‘i figli andranno accompagnati a scuola in auto’, tanto più che come sindaco avrebbe tutti i poteri per potenziare il Trasporto Pubblico Locale, compreso quello scolastico (scuolabus). Esiste un’ampia letteratura scientifica che evidenzia come sia fondamentale per un bambino acquisire l’autonomia andando a scuola da solo. Con un impegno di progettazione, pianificazione e una volontà politica, diventa fattibile raggiungere le scuole a piedi o con il trasporto pubblico (scuolabus se studenti di infanzia, primarie e medie). Ma servono appunto  progettazione, pianificazione e una volontà politica».

«Chiediamo quindi al sindaco, e a tutte le forze politiche, – continuano – di credere nell’importanza delle scuole di prossimità e della possibilità di raggiungerle in autonomia da parte degli studenti. Chiediamo quindi di rivedere la localizzazione delle scuole e di potenziare il trasporto scolastico pubblico, compresi gli scuolabus. Nella tavola rotonda L’Aquila Città Universitaria è stata anche affermata l’importanza dei tavoli di discussione con l’amministrazione comunale. Noi come comitati – che crediamo in scuole vere, sicure, che possano fornire esperienze di autonomia per gli studenti – rinnoviamo la nostra disponibilità a essere coinvolti dall’amministrazione comunale sul tema delle scuole”,