PESCARA – Le segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda e Snals Confsal chiedono alla Regione l’istituzione immediata di un tavolo di confronto per affrontare le problematiche della scuola in Abruzzo e in particolare la questione dei tagli.
Per i sindacati, “vi è una situazione pesantissima” sulla quale la Regione, nonostante le ripetute sollecitazioni, continua a tacere. In due anni, secondo quanto riferito in una conferenza stampa, sono stati tagliati, tra personale Ata e docenti, 2.554 posti di ruolo: 1.442 nel 2009/2010 e 1.112 nell’anno scolastico 2010/2011.
A rischio, per i sindacati, anche i contratti di supplenza per circa 700 precari, per assumere i quali lo scorso anno erano stati utilizzati gli stanziamenti previsti per il terremoto.
Anche su quest’ultima questione, i sindacati chiedono un intervento del presidente della Regione, Gianni Chiodi affinché individui con i ministeri dell’Economia e dell’Istruzione “un idoneo intervento finanziario” per riattivare le supplenze.
Per fare ciò, a loro dire, occorrono da subito almeno 9 milioni di euro. Se non si affronterà subito l’intera vicenda, secondo i sindacati della scuola, nei prossimi due anni si perderanno ancora dai 1.400 ai 2.000 posti di lavoro. A rendere più difficoltosa la situazione, la diminuzione di alunni nelle zone del cratere.
Solo nella provincia dell’Aquila, si registrano, nel primo e secondo circolo, 1046 alunni in meno; -416 nel chietino; -254 nel teramano. L’unica provincia a registrare un segno positivo è quella di Pescara con +39 alunni. I sindacati denunciano, inoltre, la riduzione, all’interno degli istituti, dei livelli di vigilanza; carenze strutturali nel’edilizia scolastica; riduzione nell’organizzazione e qualità dell’offerta formativa.






