CHIETI – Il rinnovo del Ccnl, la riduzione del numero di alunni per ogni classe, l’assunzione degli insegnanti con 3 anni di servizio e degli Ata con 2, no alla didattica delle competenze addestrative, sì alla campagna volontaria di vaccinazione ma non al Green pass a scuola.
Per questi motivi, le organizzazioni del sindacalismo di base, proclamano lo sciopero generale per lunedì 11 ottobre. In particolare, a Chieti, ci sarà un presidio di protesta, a partire dalle 10, davanti alla Prefettura in corso Marrucino.
Di seguito la nota completa dei sindacati.
“Andrà tutto bene” si diceva in piena pandemia. Così non è stato! È sotto gli occhi di tutti l’utilizzo della pandemia per promuovere piani di ristrutturazione produttiva e sociale, già da tempo auspicati dalle governance dell’UE e dal Fondo Monetario Internazionale: un Patto per l’Italia che va verso una riforma peggiorativa per le lavoratrici e i lavoratori su pensioni, ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro, (flessibilizzazione estrema del mondo del lavoro con ampliamento dell’ utilizzo di somministrazioni di manodopera e contratti a termine, il favoreggiamento delle esternalizzazioni al ribasso e delle delocalizzazioni, lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati negli appalti della Sanità e della Pubblica Amministrazione e la liberalizzazione dei subappalti.
Con le lavoratrici e i lavoratori del Commercio e della Logistica costretti a lavorare senza idonee misure di sicurezza. Il tutto con il beneplacito dei sindacati di Stato. Per non parlare dell’attacco al reddito di cittadinanza e il mantenimento dei finanziamenti di mega progetti inutili e dannosi. E se si aggiunge la velocizzazione delle procedure sulle gare d’appalto che evitano i controlli necessari, favorendo così le mafie, il quadro si fa fosco.
Di fronte a questo scenario, vi è la necessità e l’urgenza di una risposta decisa, compatta e coordinata: per questo le organizzazioni del sindacalismo di base (CONFEDERAZIONE COBAS – CUB – SGB –SLAI COBAS – USB – USI CIT) hanno dichiarato sciopero per l’11 ottobre.
I punti salienti sono:
– il rinnovo del CCNL, scaduto da 3 anni, con un significativo recupero per tutti del potere d’acquisto degli stipendi, calato del 20 % negli ultimi decenni; il ruolo unico per i docenti di ogni ordine di scuola;
– la riduzione del numero degli alunni per classe (massimo 20; 15 in presenza di alunni diversamente abili);
– investimenti massicci nell’edilizia scolastica e nel trasporto pubblico, con interventi sia immediati che di lungo periodo, per garantire effettivamente la scuola in presenza e in sicurezza;
– l’assunzione di tutti i docenti con 3 anni di servizio e degli Ata con 2; l’abbandono dell’algoritmo per assunzioni e supplenze con convocazioni in presenza; la revisione dei criteri per l’organico Ata (aumento continuo delle competenze richieste agli amministrativi; spazi da gestire e numero di esonerati dalle pulizie per i collaboratori; estensione dei laboratori informatici al primo ciclo per i tecnici);
– dire NO alla didattica delle competenze addestrative (che ha prodotto solo analfabetismo cognitivo) e per una nuova scuola che punti allo sviluppo degli strumenti cognitivi;
– dire SI alla campagna di vaccinazione volontaria e NO al green pass a scuola con sanzioni incostituzionali; chiedere tamponi salivari gratuiti e con efficacia settimanale per chi non può o non vuole vaccinarsi; presidi sanitari nelle scuole per valutare l’andamento della pandemia e tutelare la salute di lavoratori e studenti;
Sono state organizzate manifestazioni in tutte le principali città italiane.






