L’AQUILA – Uno sciopero per far valere i nostri diritti.
È quanto annunciano gli studenti delle scuole superiori aquilane che per la giornata di oggi, 13 novembre, hanno programmato un corteo che partirà alle 8.30 da Colle Sapone e giungerà a Villa Gioia presso la sede del Comune dell’Aquila per chiedere un incontro con il sindaco Massimo Cialente.
“Il primo punto sul quale vogliamo discutere – si legge in una nota firmata a nome degli studenti delle scuole superiori dell’Aquila – sono i tagli riguardanti l’ambito scolastico. Il risultato iniziale di questi tagli è stato l’annullamento quasi totale delle ore di laboratorio. Ciò significa che, per esempio, un liceo delle Scienze applicate, ex liceo Scientifico tecnologico, rinomato per la realizzazione di molti esperimenti, che permettono di comprendere in modo approfondito le materie di studio. non avrà più nulla di ‘applicato'”.
Un secondo punto su cui battono gli studenti aquilani sono i tagli alle ore di diritto, “che non ci permetteranno più di avere un’opinione critica e consapevole sugli avvenimenti quotidiani. La riforma Gelmini ha apportato una serie di modifiche alle prime classi, non è giusto che noi delle classi superiori, che andiamo ancora con il vecchio ordinamento, subiamo anche le nuove modifiche. Sarebbe opportuno essere più chiari e dettagliati nell’informare i Presidi sul da farsi”.
Per quanto riguarda nello specifico la realtà scolastica aquilana, gli studenti fanno presente che ci sono ancora degli istituti che non posseggono un edificio dove poter svolgere le lezioni. “L’istituto d’Arte – spiegano – è ancora ospitato presso l’Ipsiasar, e anche Ragioneria che è all’interno dell’edificio delle Industriali”.
“Un nostro diritto è la libertà – prosegue la nota – libertà di esprimere le opinioni sul futuro della nostra città, sulla ricostruzione del nostro domani, avere un futuro diverso dal ‘vivere’ nei centri commerciali o dal ‘vivere’ in una via inondata da bar dove non si può correre, parlare, camminare, urlare. Dov’è la nostra libertà se qualche preside di qualche istituto crede che lo studente non abbia un cervello per pensare autonomamente? Dov’è la nostra libertà se per queste persone lo studente deve solo subire le angherie e le ingustizie che gli ca dono add osso come pioggie tropicali? Ma secondo voi qual’è il futuro che immaginano questi presidi per la nostra nazione?”.
“Noi siamo il futuro di questa città – concludono gli studenti – di questo Stato, ma senza un presente il futuro non sarà mai promettente”.





