CHIETI – Il liceo Scientifico Masci di Chieti, a settembre, subirà il “trasloco” di otto classi, circa 250 studenti, nella sede dell’Istituto tecnico De Sterlich in via Colonnetta.

Nei giorni scorsi il trasferimento è stato confermato alla stampa e ai rappresentanti d’istituto dall’assessore provinciale all’Istruzione Carla Di Biase ed è aperta la discussione sulle problematiche e i disagi degli studenti che non ci stanno ad accettare la novità.

Il Masci, da sempre istituzione e punto di riferimento per il centro di Chieti, da via Vernia si trasferirà in parte a Chieti Scalo per volere della Provincia che non si dichiara più disposta a investire 250 mila euro per saldare alla Curia l’affitto delle aule occupate dal Masci nel seminario regionale.

“La prego di considerare l’eventualità di offrire gratuitamente ospitalità, almeno per un anno, agli studenti del liceo scientifico Masci”: così aveva tentato il sindaco, Umberto Di Primio, di convincere l’arcivescovo monsignor Bruno Forte, ma la decisione ora è definitiva.

A essere trasferite saranno una classe terza, quattro classi quarte e tre quinte.

La decisione di spaccare ulteriormente lo storico Liceo, già separato tra sede centrale e Seminario, ha causato feroci critiche da parte di studenti e genitori che, a settembre, dovranno cambiare il loro tragitto e le loro abitudini per andare a scuola.

“I problemi principali sono le coincidenze e il doppio abbonamento”, spiega ad AbruzzoWeb Gaetano Salcuni, uno dei rappresentanti del liceo Masci.

Se il trasferimento comporta comunque disagi, gli studenti cercano almeno di trovarne il lato positivo.

“Con questa operazione risparmiamo 1,5 milioni di euro di utenze e 418 mila di affitto, allo scalo la Provincia non affronta queste spese. Inoltre – prosegue – al Seminario c’erano troppi problemi, come l’affitto, la struttura, la mancanza di una palestra che non può essere un’aula ginnica, un luogo all’aperto”.

E, conclude Salcuni, “la struttura del De Sterlich è migliore, è antisismica, ha spazi all’aperto e una palestra adeguata”.

Trasferire parte del Liceo Masci equivale a dividere un’istituzione teatina, comporta il rischio di separare anche la popolazione studentesca; gli studenti dovranno unirsi idealmente per non far crollare il vecchio Masci.

“Siamo sempre la stessa scuola e bisognerà continuare a stare uniti anche con due sedi separate”, rassicura Paolo Ferrante, altro rappresentante del liceo.

Sul web, però, impazzano commenti sulle reti sociali che rivendicano l’appartenenza anche fisica all’edificio che ospitava la scuola superiore.

La delusione è comune a molti studenti che a settembre varcheranno un diverso portone, come quella di Giovanni Cracchiolo che scrive: “Frequento il Masci e il primo giorno di scuole entro al Masci”.