L’AQUILA – Pagamenti ad intermittenza, mesi di incertezza senza poter contare sulla retribuzione per il lavoro svolto, “eppure anche i nostri figli mangiano”.

A denunciare la situazione ad AbruzzoWeb è una collaboratrice scolastica dell’Aquila, assunta con contratto covid il 28 settembre dello scorso anno fino a giugno, che nel portare alla luce un problema particolarmente sentito in tutta Italia, più volte segnalato dal personale Ata – personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole – nel corso dei mesi, evidenzia di non aver ricevuto nessun tipo di aiuto, nonostante i numerosi tentativi, neanche dal sindacato: “è sconcertante che siano i primi a disinteressarsi dei lavoratori, eppure la quota sindacale la paghiamo”, sottolinea.

“Sto aspettando ancora lo stipendio di maggio, e come me tanti altri colleghi. Abbiamo l’esigibilità con data 15 luglio, ci avrebbero quindi dovuto pagare ma i soldi non ci arrivano. Tanti sono nella stessa situazione, non solo i contratti covid, anche i temporanei, altri colleghi invece non hanno avuto neanche la data di esigibilità”.

“Ho provato a mettermi in contatto con il sindacato per giorni e dopo tanti tentativi sono riuscita a conquistare solo una risposta, nella quale mi è stato banalmente spiegato che hanno segnalato al ‘nazionale’ che non siamo stato pagati. Ho provato a chiamare anche la segreteria nazionale ma ti rispondono che non fanno consulenza e che bisogna chiamare le sedi locali”.

“Come è possibile spingere per far fare i contratti, per chiedere posti a tempo pieno, quando noi non veniamo neanche pagati per il nostro lavoro e non importa niente a nessuno?”. (a.c.)