L’AQUILA – “Il drive-in di Campo di Pile è stato letteralmente invaso da altri utenti, senza nessun controllo o regolamentazione, tanto che alcuni non vedenti con gli accompagnatori volontari, alle 16, ancora sono in attesa di fare il tampone da stamattina alle 10”.

A denunciare la situazione è Antonio Rotondi, presidente provinciale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti che, in merito allo screening covid di massa, partito questa mattina a L’Aquila, evidenzia criticità  e ritardi nell’organizzazione. I drive throug per l’effettuazione dei tamponi oggi sono stati riservati a disabili, persone con più di 80 anni, donne in gravidanza e soggetti affetti da gravi patologie. Ma la considerevole partecipazione dei cittadini, come già precisato dal sindaco Pierluigi Biondi, “ha parzialmente rallentato le operazioni”.

In una nota Rotondi spiega: “Volendo celebrare degnamente la giornata, il disability manager qualche giorno fa ha organizzato una piattaforma on line con i rappresentanti di tutte le categorie di disabili al fine di dare loro una corsia preferenziale, pianificando gli orari e i punti di riferimento per sottoporre i disabili al tampone. Il programma è stato stilato puntualmente ed inviato a tutte le associazioni, con la raccomandazione di rispettare gli orari imposti. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti si è attivata con i propri volontari per portare i non vedenti nel luogo a loro dedicato (Campo di Pile) nell’orario prestabilito (dalle 10 alle 12), dopo aver inviato elenco completo delle persone e dei dati richiesti. Tutte le buone intenzioni, però, si sono infrante con la disorganizzazione delle forze preposte al rispetto di quanto condiviso nella piattaforma”.

“L’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti intende ringraziare i propri operatori ancora in trincea e quanti si sono adoperati per il bene comune in questo periodo di emergenza, coinvolgendo la maggior parte della popolazione, come richiesto anche dal primario professor Alessandro Grimaldi e dal sindaco dell’Aquila. Purtroppo però, dobbiamo rilevare per l’ennesima volta che progetti ammirevoli vengono vanificati dalla disorganizzazione di chi dovrebbe essere preposto invece a che gli stessi progetti siano portati a termine nel migliore dei modi”, conclude.