L’AQUILA – Impossibile dare degna sepoltura ad una persona cara, passata a miglior vita, perché il loculo di famiglia è stato danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009, e mai riparato.
Accade a Scoppito, popoloso comune a nord dell’Aquila, e a denunciare con rabbia l’accaduto ad Abruzzoweb è Maria Laura Di Carlo, sorella di Lucio Di Carlo, 57 anni, morto per le complicazioni di una polmonite martedi mattina.
Non essendo disponibile il loculo di famiglia, la salma è stata tumulata in quello di un’altra persona. Per di più il via libera del Comune alla soluzione di emergenza, è arrivato un’ora prima del funerale, che si è celebrato ieri a Civitatomassa, frazione di Scoppito.
“Il cimitero di Scoppito versa in condizioni vergognose dal terremoto del 2009 – si accalora la donna -, sono anni che sollecitiamo la ristrutturazione della parte di cimitero inagibile, dove c’è anche la cappella di famiglia, in cui riposa mio padre”.
Come testimoniano le foto scattate questa mattina dalla stessa signora Di Carlo, il cimitero versa in condizioni penose, con bare scoperte, lapidi divelte, tracumuli di macerie, puntellamenti di legno oramai stagionati e insicuri.
“Altra cosa grave è che la soluzione per tumulare mio fratello, ci è stata resa nota all’ultimo momento, nel loculo di un’altra persona. Ci chiediamo però: cosa accadrà se quel loculo, facendo gli scongiuri, dovesse servire ai legittimi proprietari? In quel caso dove sarà spostato mio fratello?”, conclude Maria Laura Di Carlo.





