L’AQUILA – Prima delle elezioni si erano dati battaglia per il ruolo di candidato sindaco del centrodestra alle elezioni di Avezzano del 24 e 25 maggio a cui Gianni Di Pangrazio aspirava insieme a dirigenti importanti della coalizione, ipotesi alla quale il capogruppo di FdI in consiglio regionale, Massimo Verrecchia, si è opposto in maniera ferrea scegliendo con il segretario provinciale, Gabriele De Angelis, di candidare l’ex questore Alessio Cesareo.
Durante la campagna elettorale se ne sono date di santa ragione, soprattutto Verrecchia, per la verità: oggi tra i due nemici giurati sembra letteralmente scoppiata la pace.
I verdetti, molto chiari, con Di Pangrazio confermato sindaco al primo con oltre il 64% con la sua coalizione civica bipartisan, e Verrecchia eletto consigliere comunale come il più votato o in assoluto con circa 800 preferenze, in un centrodestra che ha conosciuto una disfatta senza precedenti, hanno indotto i due a deporre le armi.
La plastica rappresentazione della pace fatta nel primo consiglio comunale di oggi, con Verrecchia, come previsto dallo Statuto, consigliere anziano, che ha aperto la prima seduta della nuova consiliatura e ha presieduto i lavori fino all’elezione del presidente del Consiglio comunale.
Tra i momenti più significativi della seduta inaugurale anche quello in cui Verrecchia ha ufficialmente fatto indossare la fascia tricolore al sindaco Giovanni Di Pangrazio, gesto che, secondo il cerimoniale istituzionale, ha sancito simbolicamente l’avvio del nuovo mandato amministrativo.
Ha poi detto Verrecchia nel suo intervento: “maggioranza e opposizione devono continuare a confrontarsi nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma quando sono in gioco gli interessi di Avezzano è necessario trovare una sintesi nell’esclusivo interesse della comunità”.
A fari spenti i due avevano in realtà cominciato a collaborare “per il bene di Avezzano” già ben prima il consiglio, ottenendo già qualche buon risultato per il territorio.
Secondo i rumors e i bene informati, in questa lieta novella avrebbe avuto un ruolo determinante un amico di entrambi e compagno di partito di Verrecchia, il senatore meloniano Guido Liris, un esponente moderato di Fratelli d’Italia, conosciuto per le sue doti di mediatore.
In tre giorni i due esponenti avezzanesi hanno affrontato tematiche centrali per il presente e futuro della Marsica: sono stati a Roma per affrontare il tema dei tribunali, hanno discusso con il capo dipartimento dell’Anas la criticità legata al la chiusura della galleria del Salviano e, infine, hanno chiamato a raccolta i sindaci della Marsica nella sede del Comune di Avezzano per tracciare una linea comune sul tema sicurezza.
Testimoni raccontano che nei giorni scorsi, il sindaco, intento a chiudere i giochi per la composizione della Giunta, e Verrecchia sarebbero stati a cena in un clima sereno, tra sorrisi convinti e qualche buon calice di vino.
Circondati da amici e alla presenza del senatore Liris che con il capogruppo meloniano in consiglio forma in seno a FdI provinciale e regionale l’asse che si contrappone da anni al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, accusato da Cesareo di non aver sostenuto il centrodestra, contro il quale hanno prevalso nel congresso provinciale e in quelli comunale dell’Aquila, Avezzano e Sulmona. (b.s.)





