L’AQUILA – “Amati dai cittadini ma delusi dallo Stato”, urla uno striscione davanti la prefettura di Pescara. E così come nella città adriatica, anche in tutti i comuni della regione i vigili del fuoco del Conapo hanno deciso di incrociare le braccia dalle 9 alle 13 di questa mattina per protestare contro le ipotesi della “crisi al buio” del governo che li lascerebbe senza risposte.

Ma niente paura, chi lavora sta facendo sciopero bianco senza prestare servizio interno di caserma ma garantendo comunque il servizio alla popolazione.

Uno sciopero nazionale al quale ha aderito più dell’80 per cento dei vigili di tutto l’Abruzzo, per lottare contro il pressappochismo dello Stato che “non guarda ai bisogni della propria gente”, spiega ad AbruzzoWeb Renzo Angelozzi, segretario provinciale del sindacato di Pescara.

“Negli ultimi anni abbiamo avuto tagli lineari che hanno limitato gravemente la nostra operatività – illustra – Entro il 15 ottobre verrà firmato il patto di stabilità e noi non siamo stati compresi”.

Turnover bloccato, mancato riordino delle carriere, tagli ai fondi e al personale e parificazione con le altre forze di Polizia sono solo alcune delle questioni che pendono come una spada di Damocle sulla testa del Corpo dei Vigili del Fuoco e ne limitano l’efficacia operativa.

“Chi va in pensione viene sostituito al 50 per cento – continua Angelozzi – questo significa che per due vigili che se ne vanno ne entra uno solo. Non avremo più mezzi a sufficienza né la possibilità di  ripararli. Tra pochi anni non potremo garantire un soccorso idoneo al cittadino e senza il patto di stabilità si prospettano altri tagli”.

“Nella giornata di ieri è stato proposto al Senato un emendamento proprio su questo argomento, vediamo se verrà accettato – conclude il segretario Conapo – Noi non chiediamo privilegi e medaglie, vogliamo solo lavorare al meglio e che ci venga riconosciuta la nostra professionalità. Il cittadino ha il diritto di essere soccorso in maniera idonea”.

Se davanti la Prefettura di Pescara era presente una trentina di vigili del fuoco, il corpo dell’Aquila è stato costretto a prendere una decisione diversa: stare a casa.

“In seguito alla situazione politica e alla presenza della prefettura nella Guardia di Finanza – spiega a questo giornale Elio D’Annibale, rappresentante del Conapo provinciale dell’Aquila – abbiamo deciso che non ha senso protestare e non abbiamo fatto il sit-in. Ma si registra un’adesione di oltre l’80 per cento rcon punte altissime in particolare tra il personale del settore operativo”.

Il deterrente principale è stato, però, la presenza della Prefettura all’interno delle mura della Guardia di Finanza, che impedisce di protestare e fare volantinaggio davanti l’edificio e non presenta circolazione di persone alle quali spiegare la questione.

Alle 17 di oggi, comunque, una delegazione verrà ricevuta da Francesco Alecci e discuterà con loro sui motivi della protesta.

PRESENTI ANCHE I REDUCI DALL’ESPLOSIONE DELLA FABBRICA DI BOTTI

A protestare contro i tagli del governo che si stanno ripercuotendo negativamente sull’efficenza del corpo dei Vigili del Fuoco, questa mattina c’erano anche i soccorritori dell’esplosione della fabbrica di botti di Città Sant’Angelo (Pescara).

Ancora convalescenti hanno scelto di essere presenti e di gridare a gran voce i loro diritti, per poter lavorare in maniera performante e essere vicini ai bisogni della popolazione. Con un pensiero a chi sta ancora lottando tra la vita e la morte: il loro collega in coma.

Questa mattina erano a manifestare il capo squadra dell’equipaggio che intervenne in quella occasione, Rolando Flacco, i due vigili coordinatori, Gabriele Salvatorelli e Renato De Luca, e il vigile esperto Marcello Di Cerchio. Il quinto vigile che operò per primo quel giorno, Maurizio Berardinucci, è ancora ricoverato nel reparto di Rianimazione del policlinico Gemelli di Roma.

Hanno aderito allo sciopero nazionale circa l’80 per cento dei vigili del fuoco abruzzesi, con la presenza, inoltre Uil e Dirsat.

Alle 11, comunque, una delegazione del Conapo è stata ricevuta dal vicario di Pescara Paola Iacci, che dopo aver attentamente ascoltato i motivi dello sciopero ha promesso che invierà oggi stesso le loro istanze direttamente al ministro dell’Interno Angelino Alfano. (s.cia.)