L’AQUILA – Esami a rischio a causa dello sciopero dei docenti universitari proclamato per la prossima sessione estiva. La mobilitazione, che abbraccia tutto il territorio nazionale, durerà per l’intero appello, dunque dal primo giugno al 31 luglio.

Al centro delle contestazioni non ci sono solo gli scatti stipendiali ma anche il diritto allo studio, con la richiesta di 80 milioni per le borse agli studenti meritevoli e i concorsi per professori associati e ordinari.

All’Aquila insorge l’associazione studentesca Azione universitaria che, in una nota a firma di Ludovico Caldarelli e Luca Grimaldi, spiega come ad essere colpiti maggiormente da questa manovra siano gli stessi studenti: “Invitiamo i professori dell’Università del capoluogo abruzzese a mettersi una mano sulla coscienza e provare a comprendere l’enorme difficoltà che sta vivendo l’Ateneo e la città in seguito al 2009. Sarebbe opportuno che, quanto meno nella nostra università, si riuscisse a trovare una mediazione tale da garantire a tutti di sostenere gli esami”. 

“Da oggi abbiamo iniziato la raccolta firme – si legge ancora nella nota – per far capire a tutti loro le enormi difficoltà degli studenti e in seguito vorremo incontrarli per trovare con loro un punto di incontro, negli interessi della città e di tuti coloro che amano la nostra Università”.

“Siamo stufi di pagare, nuovamente, il conto di uno sciopero che non ci riguarda direttamente. Pur consapevoli delle difficoltà della categoria dei professori – si legge ancora nella nota -, non riteniamo sia giusto ‘utilizzarci’ come burattini per portare avanti questa protesta. In particolare ci teniamo a sottolineare come gli studenti beneficiari dei servizi di diritto allo studio e gli studenti laureandi sono i più colpiti da questa manovra”, conclude Azione universitaria.

Il Movimento per la libera docenza universitaria, capitanato da Carlo Vincenzo Ferraro, docente al Politecnico di Torino, ad oggi, ha raccolto circa 7 mila firme che potrebbero aumentare. Allo sciopero proclamato nella scorsa sessione autunnale, infatti, le firme erano 5444 ma solo in seguito le adesioni si sono rivelate 11000.

Ci saranno, però, le dovute eccezioni. Nelle università in cui i calendari degli esami prevedano un solo appello per gli esami nel periodo estivo, verrà chiesto dai manifestanti di fissare un appello straordinario dopo il 14esimo giorno dalla data del giorno del primo appello. Verranno poi creati appelli ad hoc nel giorno successivo a quello dello sciopero per laureandi, studenti erasmus, donne incinta e studenti che abbiano problemi di salute tali da richiedere particolari forme di tutela. In questo caso gli esami si terranno dopo il settimo giorno dalla data prescelta dello sciopero.