MONTEREALE – Rischia di essere sempre più pesante il conto a carico della già indebitata Asl provinciale dell’Aquila, per la decisione presa a giugno 2024 dall’allora dg Ferdinando Romano di revocare l’appalto per la ricostruzione della Rsa di Montereale alle imprese I Platani e Todima, degli imprenditori Luigi Palmerini e Marino Serpetti, per presunte inadempienze nell’esecuzione.

Spuntano infatti anche 150.000 euro per l’ammaloramento dei materiali e delle attrezzature rimaste in cantiere oltre due anni, e che vengono menzionate da una lettera venuta in possesso di questa testata, a firma dell’ingegnere Marcello D’Onofrio, all’epoca direttore dei lavori, inviata il 29 maggio al responsabile unico del procedimento della Asl, Mauro Tursini, alla vigilia della prevista sospensione dei lavori a tempo indeterminato.

Si legge in un passaggio: “In cantiere sono approvvigionate notevoli quantità di materiali e attrezzature nuove di fabbrica per le quali risulta di assoluta difficoltà, sia la relativa quantificazione economica, non essendo disponibili, per la maggior parte di esse, i relativi prezzi unitari del singolo componente, sia garantirne la conservazione e custodia, atteso che il cantiere stesso resterà incustodito per un periodo di tempo non trascurabile. Per tale ultima circostanza Codesta direzione dei lavori declina qualsivoglia responsabilità per eventuali ammanchi si dovessero verificare”.

Un danno che, da quanto si apprende, le due aziende hanno aggiunto al conto a carico della Asl, contro cui hanno avviato un contenzioso civile per ottenere ben 2.996.427 euro in riserve per quanto realizzato e non pagato prima della revoca.

C’è poi il contenzioso giudiziario: le due aziende hanno respinto con forza le responsabilità per i ritardi e le omissioni che hanno portato alla revoca di un appalto di circa 3,3 milioni di euro, poi lievitati, a seguito di una variante, a circa 4 milioni, con lavori avviati nel 2020. Successivamente, dalla nuova stazione appaltante, subentrata alla Asl, l’Ufficio speciale per la ricostruzione post terremoto del Centro Italia del commissario straordinario Guido Castelli, sono stati assegnati altri 8 milioni, per terminare finalmente l’opera.

L’accusa mossa dalle imprese è di aver subito pressioni per indurle al versamento di somme ingenti e non dovute in favore dell’Asl, in modo da consentire a quest’ultima di appostarle nel bilancio di fine 2024, riducendo così le perdite.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, a gennaio aveva firmato la proroga di sei mesi per la conclusione delle indagini. Sotto inchiesta per concorso in concussione – accusa tutta da dimostrare – ci sono proprio i citati Mauro Tursini, 67 anni, di Ocre, dirigente Asl, capo dipartimento tecnico e responsabile unico del procedimento, e lo stesso Marcello D’Onofrio, 64 anni, di Montereale, progettista e direttore dei lavori, ed ancora Remigio Benedetto Tecchia, 76 anni, di Cassino, tecnico a supporto del Rup.

Ma non è tutto: ad indagare ora è anche la Procura della Corte dei conti, che vuole capire come sia stato possibile aggiungere ai 4 milioni di euro già previsti ulteriori 8 milioni per realizzare definitivamente la struttura.

E l’indagine contabile poggia proprio su un altro passaggio della lettera di D’Onofrio a Tursini del maggio 2024, in cui si mette nero su bianco: “Trascurando per un momento le vicissitudini che hanno interessato il cantiere a partire dalla data di consegna dei lavori, per le quali si darà riscontro nelle opportune sedi, ad oggi i lavori sembrano aver preso la giusta piega e, salvo impedimenti dell’ultima ora, con l’attuale forza lavoro (15 maestranze), potranno presuntivamente essere portati a compimento entro mesi 3 da oggi e dunque restituire la struttura alla collettività, perfettamente funzionante e collaudata, entro l’anno corrente”. E dunque il direttore dei lavori ha invitato il Rup “a rivedere la propria posizione sull’argomento e valutare la prosecuzione dei lavori, rimandando eventuali contestazioni con la Ditta Esecutrice”.

Il risultato della revoca dell’appalto e dello stop al cantiere, a prescindere dall’esito delle due inchieste, è che dal luglio 2024 è stato di 650mila euro, tra i costi legati all’affitto dei locali dell’ex Onpi dell’Aquila, dove sono stati trasferiti i circa 60 pazienti: 5mila euro al mese per 26 mensilità, per un totale di 130mila euro. E poi ci sono i mancati ricavi relativi a otto posti letto della Rsa di Montereale, calcolati su un periodo di 790 giorni, con una tariffa giornaliera di 82,58 euro per ciascun posto. Il risultato è di 521.905,60 euro. Sommando le due voci si arriva a quasi 652mila euro al 30 agosto scorso.

Con un conto destinato a salire per una Asl che già deve fare i conti con un pesante debito.

Un pesante fardello, quello della Rsa di Montereale, ereditato dal nuovo dg Paolo Costanzi, ex direttore del Consiglio regionale, arrivato a guidare la Asl a settembre del 2025.

Intanto, a seguito del verbale di collaudo e accertamento tecnico-contabile sui lavori eseguiti, a firma del collaudatore Alessandro Giusti, figura terza, l’Azienda sanitaria provinciale dell’Aquila ha “ordinato” il pagamento di riserve relative ai lavori già effettuati o da rivalutare, per 710.774 euro, a fronte di una richiesta delle imprese pari, come detto, a 2.996.427 euro.