L’AQUILA – La notizia dell’aggravamento delle condizioni di salute di Marco Pannella, fondatore e leader storico del Partito radicale, in sciopero della fame e della sete da sette giorni per denunciare lo stato delle carceri italiane ha generato una solidarietà diffusa tra le autorità istituzionali che invitano il padre nobile del Pr a sospendere la sua protesta.

Anche in Abruzzo c’è stata una mobilitazione da parte di alcuni rappresentanti politici: “indipendentemente dalle posizioni e dai programmi del Partito radicale, che si possono condividere o non condividere, rifiutare e anche osteggiare, i motivi che hanno determinato Marco Pannella a minacciare prima, e a intraprendere ora un nuovo digiuno, questa volta totale, non possono non essere condivisi. Le sue richieste sono giuste e legittime, nella loro immediatezza oltre che nel loro contenuto”.

“Anche noi, da esponenti istituzionali e politici abruzzesi, ci rivolgiamo al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio, al ministro della Giustizia, ai parlamentari, affinché da subito e nelle prossime ore, il problema della giustizia, delle carceri e dell’amnistia vengano poste all’ordine del giorno dell’agenda politica nazionale. Contestualmente invitiamo Marco Pannella a farci e farsi fiducia e quindi a sospendere al momento il digiuno della fame e della sete”.

La storia di Pannella si intreccia profondamente all’Abruzzo. Nato a Teramo nel 1930, è stato consigliere comunale della stessa città e dell’Aquila, dove, all’inizio degli anni ’90, diede vita insieme ad alcuni esponenti locali provenienti dal Pci e dalla sinistra Dc all’esperienza di “Convenzione democratica”. 

I primi firmatari dell’appello: Gianni Chiodi (presidente Regione Abruzzo), Nazario Pagano (presidente Consiglio regionale Abruzzo), Riccardo Chiavaroli (consigliere regionale Pdl), Lanfranco Venturoni (capogruppo Pdl Regione Abruzzo), Camillo D’Alessandro (capogruppo Idv Regione Abruzzo), Claudio Ruffini (consigliere regionale Pd), Antonio Menna (capogruppo Udc Regione Abruzzo), Alessandra Petri (consigliere Pdl), Franco Caramanico (consigliere Sel Abruzzo), Giandonato Morra (assessore regionale Abruzzo – La Destra), Antonio Prospero (capogruppo regionale Rialzati Abruzzo), Emilio Nasuti (capogruppo regionale gruppo misto Abruzzo), Carlo Masci (assessore regionale – Rialzati Abruzzo), Alfredo Castiglione (vice presidente Regione Abruzzo – Pdl), Gianfranco Giuliante (assessore regionale – Pdl), Federica Carpineta (assessore regionale), Luigi De Fanis (assessore regionale – Pdl).

DA PETRILLI SOLIDARIETÀ A PANNELLA

“Esprimo, piena solidarietà a Marco Pannella e a tutti i radicali, da sempre impegnati in una battaglia di libertà vera, che è quella di rispettare i diritti anche delle persone recluse”.

Lo afferma Giulio Petrilli, ex segretario provinciale di Rifondazione comunista ed ex presidente dell’Aret, l’Azienda regionale per l’edilizia territoriale, soppressa nel 2010.

“Il senso della libertà si ha, quando si ha il coraggio di difendere l’umanità e il diritto di chi l’ha perso.
Marco Pannella e tutti i radicali su questa battaglia hanno dato tutto, non da oggi, ma da sempre. Nelle carceri italiane oggi sopravvivere è una chimera”.

“È più liberatorio suicidarsi che affrontare l’inferno. E di inferno è fatto il circuito delle carceri italiane: Poggioreale, Ucciardone, San Vittore, Regina Coeli, carceri di Napoli, Palermo, Milano, Roma, invivibili totalmente”.

“Lo sciopero della fame e della sete di Pannella è una denuncia forte di questo sistema illegale e medievale. Su questo tema l’amnistia e l’indulto sono le uniche risposte politiche praticabili”.