Un Consiglio Regionale straordinario sulla questione degli idrocarburi: lo chiede la rete di associazioni “EmergenzAmbienteAbruzzo” con una lettera inviata a tutti i consiglieri in cui si avverte del pericolo che l’Abruzzo da regione dei parchi si trasformi in regione degli idrocarburi.

“Circa la metà del territorio abruzzese, oltre 5.300 chilometri quadrati – si legge nella nota – è interessata da attività di ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi: 221 sono i comuni coinvolti e oltre 1 milione i cittadini residenti interessati. Ancora più preoccupante è la situazione a mare: oltre 6.300 sono i chilometri quadrati distribuiti lungo l’intera area costiera”. Secondo la rete di associazioni, la Regione deve operare una “una scelta cruciale che difficilmente potrà far coesistere le ragioni del petrolio con le ragioni di oltre mezzo secolo di economia consolidata fatta anche di agricoltura e turismo, vere vocazioni di questa regione”.

“EmergenzaAmbienteAbruzzo – conclude la richiesta  – ritiene pertanto indispensabile che la Regione contribuisca al dibattito in corso anche mediante l’adozione di una risoluzione politica forte e inequivocabile che ribadisca al mondo dell’industria petrolifera le ragioni delle scelte fin qui effettuate a garanzia di un futuro sostenibile per gli abruzzesi”.