L’AQUILA – Bagarre in Aula al Senato dove ieri sera il governo ha ottenuto la fiducia, e il via libera definitivo, sul decreto Sblocca Italia con 157 sì e 110 no.

Tra gli abruzzesi ha votato la fiducia solo la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, mentre il voto contrario è arrivato dai due senatori di Forza Italia, Antonio Razzi e Paola Pelino, e dai due del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo e Gianluca Castaldi, questi ultimi protagonisti della clamorosa protesta, con cui hanno cercato di ostacolare il voto, stendersi sui banchi del governo con le mani sporche di inchiostro (a rappresentare simbolicamente il petrolio) per impedire ai colleghi di votare.

Tra le misure più contestate infatti quelle a favore della ricerca di idrocarburi, visto che il provvedimento darà ora il via libera, accelerando e semplificando le procedure autorizzative, a numerosi progetti di estrazione di greggio anche in Abruzzo, dove sono 16 le istanze in attesa di trasformarsi in pozzi e trivelle in funzione.

Le maggiorazioni di imposta per le imprese attive nell’estrazione di idrocarburi in Italia saranno destinate anche “alla promozione di misure di sviluppo economico e all’attivazione di una social card nei territori interessati”.

Castaldi e Blundo hanno accusato la senatrice Pezzopane di aver votato a favore delle trivelle, e il Pd di “essere contrario in Abruzzo alla petrolizzazione, favorevole a Roma”.

La Regione infatti è pronta a fare ricorso contro l’articolo relativo gli idrocarburi alla Corte Costituzionale. Mentre di fatto la Pezzopane in Senato, e prima di lei gli onorevoli del Pd alla Camera Maria Amato, Antonio Castricone, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli, Tommaso Ginoble e Yoram Itzhak Gutgeld, hanno votato l’articolo di legge dello “sbocca trivelle”

Duramente attaccata sui social network da ambientalisti e grillini, la senatrice Pezzopane va però al contrattacco, facendo notare che nello Sblocca Italia c’erano anche i 250 milioni per la ricostruzione post-sismica dell’Aquila.

“In Senato poco fa voto sullo Sblocca Italia – ha scritto ieri sera la Pezzopane sul suo profilo Facebook – che contiene fondi per L’Aquila e i territori colpiti dal terremoto, nonché alcune importanti norme per agevolare la ricostruzione. Hanno votato contro gli abruzzesi Enza Blundo, Paola Pelino,Antonio Razzi. Le chiacchiere stanno a zero. Contano i fatti. Oggi portiamo a casa altri 250 milioni! Senza il voto degli abruzzesi di M5s e ForzaItalia”.

Non si fa attendere la rabbiosa replica di Blundo e del Movimento 5 stelle.

“Solo chi è dotato di una bella faccia tosta può arrivare ad insinuare che avendo votato no allo Sblocca Italia i parlamentari abruzzesi del Movimento 5 Stelle non vogliano bene alla città di L’Aquila. La collega Pezzopane sa benissimo che i 250 milioni di euro previsti per L’Aquila per il prossimo triennio non saranno destinati alla ricostruzione, ma alla manutenzione straordinaria di 19 complessi antisismici costruiti dopo il terremoto, edifici che peraltro hanno già ingiustamente assorbito in passato molte risorse sottraendole alla ricostruzione. Perché  la senatrice Pezzopane non spiega a tutti gli abruzzesi come abbia potuto votare a favore di un decreto che permette prospezioni e trivellazioni permanenti in Abruzzo ed in tutta Italia, nonostante avesse presentato a sua prima firma, dopo quello depositato dalla sottoscritta, un uguale Disegno di Legge finalizzato a vietare questo tipo di operazioni entro un’area di 12 miglia dalla costa?” conclude Blundo.

Nel “decretone”, che da oggi è legge, sono contenute anche le contestatissime misure che riguardano la gestione del progetto C.a.s.e. e Map, costruiti dopo il terremoto all’Aquila.

Ieri la senatrice di Forza Italia Paola Pelino aveva chiesto la soppressione del comma 8 quinquies dell’articolo 4, che prevede che gli abitanti delle new town non paghino le utenze secondo i consumi reali, bensì al metro quadrato e che le risorse destinate alla ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” siano utilizzate per la manutenzione straordinaria dei 19 complessi antisismici costruiti dopo il terremoto.

Inoltre, nell’emendamento si prevede anche il pagamento di un canone accessorio anche per chi, al 6 aprile 2009, era proprietario di un alloggio risultato poi inagibile. Filippo Tronca