PESCARA – “Non è detto io mi candiderò a diventare segretario regionale, mi candido a tenere un partito unito e nel 2027 a fare il parlamentare della Repubblica, perché credo di meritarlo: parlerò con i miei colleghi consigli regionali, con il segretario regionale Nazario Pagano e troveremo una sintesi ed una intesa”.
Nelle settimane in cui si moltiplicano le voci di una discesa in politica di Piersilvio Berlusconi, sulle orme del padre Silvio Berlusconi, fondatore di Forza Italia, e più volte premier e tiene banco la necessità di un rinnovamento generazionale del partito, arriva l’annuncio, chiarissimo e pesante, in esclusiva ad Abruzzoweb, del 50enne presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, che aveva sfiorato l’elezione a senatore già alle politiche del 2022.
E non è la sola partita da giocare per il quattro volte consigliere regionale nipote d’arte del sottosegretario alle Infrastrutture Nino Sospiri, scomparso del 2006: c’è anche quella della segretaria regionale, carica alla quale Sospiri mira da tempo, detenuta da 15 anni i di reggenza dell’ora deputato Pagano, 68enne presidente della commissione Affari costituzionali della Camera. Sospiri contende a Marsilio, con il quale va spesso in rotta di collisione, il ruolo di uomo più potente del centrodestra abruzzese, e potrebbe di buon grado diventare assessore alla Sanità, con l’aumento da 6 ad 8 del numero di posti in giunta introdotto da una modifica normativa nazionale per le piccole regioni, sempre che Marsilio decida di fare un rimpasto.
Per quanto riguarda la partita del segreteria regionale, la grande novità è la modifica statutaria approvata a luglio su ferma volontà del presidente del partito, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che introduce l’elezione diretta dei segretari regionali di Forza Italia affidata ai tesserati del partito, e non più nominati a Roma.
Certo, nell’intervista a precisa domanda: “lei si candiderà alla segreteria regionale?”, Sospiri non afferma e non nega, ma comunque “se parlerà al prossimo congresso”, che cadrà si presume a metà 2026.
E aggiunge: “la linfa vitale di qualsiasi organizzazione, non solo di un partito, è immettere nuove energie, e da questo punto di vista il presidente Tajani ha fatto una piccola rivoluzione, di cui forse si è parlato troppo poco, l’elezione diretta dei coordinatori regionali, Tutto ciò che è contendibile è maggiormente partecipato e tutto ciò che è maggiormente partecipato è più forte”.
Come già più volte ricordato da questa testata, non è acqua passata il patto non rispettato da Pagano, sancito proprio prima delle politiche del settembre 2022, con il quale si stabiliva che in caso di rielezione di Pagano e di non elezione di Sospiri, come poi effettivamente avvenuto, il primo avrebbe ceduto la carica di segretario regionale al secondo.
Sospiri però assicura che nei confronti di Pagano “non c’è nessun rancore, lo dico con grande sincerità. Io non ho rancori di nessuna natura, nella vita bisogna prendere tutto quello che arriva, le amarezze e gli obiettivi che non hai potuto raggiungere, e anche il fatto che solo l’unico nella storia del consiglio regionale abruzzese che ha potuto svolgere il ruolo di presidente per due mandati e per due legislature di fila e bisogna anche riconoscere che è stato il partito che me lo ha consentito”.
Certo è che per la corsa al Parlamento Sospiri troverà una competizione agguerrita, come quella dell’imprenditore di Celano ed ex consigliere regionale e deputato Filippo Piccone, appena tornato in Abruzzo e si può dare per certo che Pagano, forse anche in virtù del suo ruolo di presidente della commissione Affari costituzionali, e delle potenti entrature a Roma punterà ad un terzo mandato. Per non dire degli altri aspiranti onorevoli che ancora non escono allo scoperto e uno di essi potrebbe essere Roberto Santangelo, assessore regionale al Sociale e Cultura e presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, il più votato in assoluto alle regionali di Fi. Santangelo, vice presidente del consiglio nella passata legislatura mirava alla presidenza del consiglio, ma in questa postazione è rimasto Sospiri, che doveva, secondo un primo accordo, essere destinato ad un assessorato. Santangelo non l’ha presa certo bene, poi tra i due è tornato il sereno.
Tenuto comunque conto che con 12% all’ultimo giro Fi ha eletto in Abruzzo il solo Pagano, anche con un incremento di consenso consistente, difficilmente gli azzurri potranno ottenere più di tre parlamentari.
Prosegue dunque Sospiri: “penso che l’Abruzzo abbia dimostrato un’ottima classe dirigente: alle ultime politiche, dove anche io ero candidato, abbiamo preso quasi il 12% partendo dall’8% dei sondaggi e abbiamo sfiorato l’elezione di un secondo parlamentare e poi abbiamo mantenuto quel trend, siamo arrivati al 14% delle Regionali del marzo 2024, che poteva essere anche superiore, visto che abbiamo avuto picchi del 17% all’Aquila, in un territorio dove la competizione nel centrodestra non era certo banale, per non parlare del 18% in provincia di Pescara. Quindi siamo molto fiduciosi di poterci rafforzare ulteriormente in vista delle prossime sfide, e in tal senso vedo positivamente lo stimolo a rinnovare da parte di Piersilvio Berlusconi”.
Per quanto riguarda infine la tenuta del centrodestra spiega Sospiri: “certo, non posso negare che tra noi e la Lega ci siano differenze, ma non mi pare neanche di un’ampiezza tale da rompere uno schema di alleanza che dura dal 1994, creato da Silvio Berlusconi. Dall’altra parte vedo formule, formuline, formulette, campo largo, campo stretto. Se si votasse domani, per farla breve, il centrodestra sarebbe unito, il candidato premier sarebbe il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con una lista unica di coalizione. Dall’altra parte invece chi sarà il candidato? Giuseppe Conte, Elly Schlein, qualche outsider del Partito Democratico, o dell’ala centrista. C’è molto più lavoro da fare dall’altra parte per stare insieme”. (f.t.)






