L’AQUILA – L’India ha presentato il progetto per costruire la più grande centrale solare del mondo. Avrà un’estensione di 30 km quadrati e produrrà energia come 4 centrali nucleari.
Questo impianto di pannelli fotovoltaici, che sembra destinato a detenere il primato mondiale per un lungo periodo, verrà costruito nella regione del Rajasthan, nei pressi del lago salato Sambhar.
Questa regione è una delle aree più vaste per la produzione di sale dell’India. Negli ultimi decenni, alcune zone che circondano il lago si sono prosciugate in maniera stabile, e proprio in queste aree, considerate aride e non più idonee per la produzione di sale, il governo ha previsto la costruzione della centrale solare.
La centrale sarà di proprietà del governo e di una ditta produttrice di sale, il costo di questa operazione sarà approssimativamente di 3,2 miliardi di euro e i lavori dureranno 7 anni.
L’India, in questo momento, occupa il terzo posto, dopo Cina e Stati Uniti, nella classifica mondiale dei paesi per quantità di CO₂ emessa.
Si prevede che l’impianto fotovoltaico funzionerà per 25 anni e contribuirà a ridurre drasticamente le emissioni indiane: secondo le stime fatte dall’Energy and Resources Institute di New Delhi, infatti, la centrale permetterebbe di ridurre le emissioni di CO₂ di oltre 4 milioni di tonnellate l’anno.
Il governo indiano in questo momento vuole rendere il progetto operativo. Proprio per questo motivo, sono già stati stipulati accordi con sei aziende che si sono dichiarate disposte a sviluppare l’impianto.
Oggi l’India soddisfa il proprio fabbisogno energetico principalmente tramite il carbone e proprio per andare oltre questa dipendenza è partito il programma Jawaharlal Nehru National Solar Mission (JNNSM), che punta a promuovere una crescita sostenibile e a far diventare l’India, nei prossimi anni, uno dei leader mondiali nella produzione dell’energia solare.
Gli obiettivi raggiunti da questo progetto sono già importanti: la capacità di energia solare connessa alla rete è passata dai 17.8 MW del 2010 agli attuali 2.208 MW, destinati a raggiungere il picco dei 20.000 MW entro il 2022.
La nuova centrale fotovoltaica giocherà un ruolo fondamentale per raggiungere due importanti obiettivi del Paese: diminuire i prezzi dell’energia solare e limitare l’enorme divario tra la produzione e la domanda di elettricità, domanda che cresce di anno in anno.
Per quanto riguarda i costi di produzione, l’India ha già fatto enormi progressi: negli ultimi tre anni, infatti, il costo di produzione di un KW è passato da 17 rupie alle attuali 7,5. L’India è già riuscita, quindi, in brevissimo tempo a dimezzare il costo della produzione di energia.
Il progetto del nuovo impianto solare ha diviso l’opinione pubblica. L’opinione pubblica si è domandata se sia giusto incrementare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in un paese in forte espansione e sempre più consumista come l’India coprendo con un impianto di dimensioni colossali una vasta porzione di territorio ritenuto patrimonio naturale non solo per il paese indiano ma per tutto il sudest asiatico.
I sostenitori del progetto hanno sottolineato il ruolo fondamentale che questo investimento avrebbe nella lotta al cambiamento climatico e sottolineano come la zona scelta per la realizzazione della centrale sia da tempo inutilizzata.
I detrattori del progetto, invece, hanno messo il risalto che l’area del lago Sambhar rientri nel gruppo di aree protette dalla Convezione internazionale di Ramsar.
Inoltre, Chandra Bhushan, vice direttore generale del gruppo di esperti Center for Science and Environment a New Delhi, nei mesi scorsi ha voluto mettere in risalto che ad oggi la rete elettrica indiana tocca principalmente i centri urbani, in una situazione in cui solo la metà dei villaggi rurali sono raggiunti dall’elettricità.
Proprio per questo era stata proposta una soluzione alternativa che prevedeva la costruzione di una serie di impianti di piccole e medie dimensioni, dislocati in diverse zone del territorio indiano che avrebbero dovuto servire le aree che ad oggi ancora non hanno copertura elettrica.
La risposta del governo indiano è stata immediata e chiara: il programma JNNSM non si limita solo alla costruzione del mega impianto, sono infatti previsti anche piccoli impianti che provvederanno a fornire energia alle zone rurali più periferiche.
Grazie al mega impianto e a quelli di piccole dimensioni, l’India riuscirà a ricoprire, per molti anni, un ruolo fondamentale a livello mondiale per quel che riguarda lo sfruttamento del fotovoltaico.
In attesa dell’approvazione dei progetti e dell’inizio dei lavori, l’India, con le sue scelte, ha già impartito un’importante lezione al resto del mondo sottolineando come ormai il futuro economico e sociale di un paese è connesso sempre più con lo sfruttamento delle energie rinnovabili.






