PESCARA  – Tira aria di campagna elettorale: Azione politica finora con la bocca cucita interviene sulla vicenda dell’adesione del vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo, a Forza Italia, mantenendo però come federato, la denominazione del gruppo civico fondato dall’imprenditore Gianluca Zelli, ancora attuale segretario.

Il coordinamento regionale di Azione Politica,  ha replicato così alla nota inviata dal capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo, che annunciava il pesante ingresso, precisando che “il consigliere regionale Roberto Santangelo è stato espulso da Azione Politica quattro anni fa e che lo stesso non rappresenta i 22.000 elettori che nelle competizioni regionali del 2019 hanno espresso tali preferenze per Azione Politica”.

Febbo aveva scritto infatti che “questa mattina il capogruppo di Azione Politica e vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Santangelo ha presentato la richiesta ufficiale di federarsi con il gruppo di Forza Italia”.

Ma Febbo alla richiesta di rettifica, ha a sua volta replicato, inviando ad Abruzzoweb la lettera firmata dallo stesso Santangelo e spiegando che “risulta in Consiglio regionale che il collega Santangelo sia presidente del gruppo Azione Politica, e come tale ha fatto richiesta di federarsi con Forza Italia. Forse il firmatario del comunicato non è al corrente delle norme statutarie e regolamentarie della Regione Abruzzo. Quindi non devo rettificare nulla, inviterei il firmatario ad informarsi anche sulle disposizioni statutarie e regolamentarie per la partecipazione alla competizioni elettorali prossime”.

Ovvero: nulla conta che Santangelo sia stato espulso da Azione politica, quello che conta dal punto di vista formale, è che sia stato eletto con Azione politica, e che non si sia mai dimesso dal gruppo in consiglio regionale.

Febbo ha poi ricordato che il suo partito è ora, tra effettivi e federati, il primo per consistenza numerica in Consiglio regionale: sotto le insegne degli azzurri ci sono infatti lo stesso Febbo  e il presidente del consiglio, Lorenzo Sospiri, gli ex leghisti di Valore Abruzzo, Simone Angelosante, Manuele Marcovecchio, Emiliano Di Matteo, e ancora Antonio Di Gianvittorio e da ultimo Santangelo.

“In Aula siamo entrati in tre, poi passati a due e oggi a 7 con altri colleghi che ci guardano con attenzione. Non possiamo quindi che essere fiduciosi in vista delle prossime competizioni elettorali regionali che vedranno Forza Italia impegnarsi per contribuire alla rielezione del presidente Marco Marsilio“, commenta Febbo soddisfatto.

La vicenda fa intanto tornatre alla ribalta Azione politica, scomparsa dai riflettori da anni, anche qui si presume in vista delle prossime elezioni regionali. Movimento fondato dal patron della società Humangest Zelli, che quattro anni fa era in lizza per diventare assessore regionale. Poi davanti al rifiuto di Marsilio ordinò al movimento che aveva corso come civica in coalizione con il centrodestra che vinse le elezioni sul centrosinistra di Giovanni Legnini, di lasciare la maggioranza.

Ma Santangelo, unico eletto di Azione politica, con 2.645 voti, rimase saldamente in coalizione diventando molto prezioso per una maggioranza con numeri risicati e spesso molto litigiosa.