L’AQUILA – Si apre all’Abruzzo la festa aquilana di Sant’Agnese, la tradizione del capoluogo della maldicenza e delle malelingue che si celebra ogni anno il 21 gennaio, quando migliaia di persone si riuniscono a cena per sparlare e dire il male di chiunque, da 13 anni arricchita da una serie di appuntamenti culturali previsti per tutti i giorni precedenti.

Primogenitura aquilana, quindi, ma sì all’esportazione: questo il messaggio che viene fuori dalla presentazione del cartellone del tredicesimo Festival “Il Pianeta maldicenza”, svolta oggi in Comune, che dà il patrocinio all’evento, mentre è stato annunciato che è venuto meno lo storico sponsor privato, la banca Bper che nel 2012 ha assorbito l’antica Cassa di risparmio.

A snocciolare il cartellone di iniziative che andranno dal prossimo 6 gennaio al fatidico 21, e a illustrare il senso e le prospettive di questa festa, sono stati il vice sindaco aquilano, Guido Liris, e il presidente dell’associazione culturale Devoti di Sant’Agnese, il giornalista Angelo De Nicola.

“Quando spieghiamo la nostra tradizione a persone che non sono dell’Aquila, restano ammaliate, folgorate e stupite – ha detto quest’ultimo – L’esportazione della tradizione è fondamentale e non dobbiamo averne paura. Se mi inviteranno a Celano, come avvenuto l’anno scorso, ci andrò, così come si è celebrata anche sulle Dolomiti”, e non mancano cene agnesine svolte a Pescara, Roma e Milano.

Per Liris, “questa festa è come fosse un nostro prodotto tipico: la cosa importante, quando viene esportato – ha rimarcato – è che mantenga un’etichetta Dop: bisogna chiedere a coloro che emuleranno questa creatura di ricordare che è frutto di una tradizione di questa città”.

Anche lo storico presidente e promotore di una delle centinaia di congreghe agnesine, Orazio Totani del gruppo Amici di Pianola, tra l’altro zio di Liris, ha dato il suo imprimatur: “Se qualcuno copia fa sempre piacere… Nel frattempo noi ne avremo già pensata un’altra!”.

IL FESTIVAL

“La maldicenza è una cosa seria, così come è una cosa seria mantenere viva questa tradizione e presidiarla”, ha detto poi De Nicola entrando nel merito del Festival “della critica sincera e costruttiva nella tradizione aquilana”, dal 6 al 21 gennaio con incontri, eventi, rappresentazioni teatrali e concerti, che faranno da antipasto alla serata del 21.

Pazienza con i critici anti-Sant’Agnese, che non sono pochi, ma “non ci fate arrabbiare dicendo che dreniamo soldi pubblici: c’è un gruppo fondamentale di 60 persone senza cui non si potrebbe fare tutto questo – ha avvertito De Nicola – Non si stacca neanche un biglietto ma alcuni costi ci sono, per fortuna l’amministrazione ci ha dato una mano, per esempio con l’Auditorium di Renzo Piano a costo zero, mentre il costo del Ridotto è tutt’altro che… ridotto”.

“Ho sempre vissuto questo mondo della maldicenza come satira e critica costruttiva della città – ha aggiunto Liris – I primi fruitori siamo proprio noi amministratori, che non dobbiamo avere paura di subire critiche spinte e colorite, se sono finalizzate al miglioramento”.

“La ricostruzione delle strutture fisiche non è in dubbio, appartiene alla storia – ha aggiunto – Compito dell’amministrazione sarà fare in modo che, quando sarà completata, si sia ricreata una struttura sociale con iniziative come queste, che consentano la permanenza degli aquilani veri e soprattutto la presenza dei giovani”.

L’esordio sarà il 6 gennaio, alle 17.30 all’Auditorium del Parco con lo Zibaldone aquilano, omaggio alla figura dell’autore aquilano Mario Lolli.

“L’anno scorso, durante la cena, ci è venuta l’idea, poi l’abbiamo perfezionata, decidendo di coinvolgere tutti – ha detto Dino Rocchi dell’Antica e nobile congrega, andando al programma – Mario Narducci si è reso disponibile per i testi e regia e abbiamo coinvolto tutto il pianeta delle congreghe”.

Il 10, 11 e 12 tra le chicche di quest’anno, tre giornate tra Auditorium Ance, Auditorium del Parco e Ridotto del teatro, a cura dell’ex direttore dell’Accademia dell’Immagine Gabriele Lucci, per approfondire il tema del rapporto tra cinema e maldicenza.

“Il cinema è un linguaggio incredibile che ci fa partecipare a tutti i sentimenti della materia umana e, quindi, si presta bene anche a dipingere la maldicenza – ha detto lo psichiatra Massimo Casacchia – Noi in particolare vedremo come è figlia dell’invidia, un sentimento diffuso, con particolare riferimento ai social network”.

Il 19 un doppio appuntamento a Tornimparte: alle 17 una conferenza sul dialetto che, come ha rimarcato la docente universitaria Liliana Biondi, “è la nostra madrelingua, viene prima della lingua nazionale ed è un patrimonio del mondo”; alle 21 al Ridotto lo spettacolo della compagnia La bottega dei guitti, Ji sogni non s’addormono mai, pure in vernacolo, “speriamo si divertano gli spettatori, noi ci siamo divertiti a ricordare il dialetto e gli anni Settanta”, ha detto la regista Marisa Mastracci.

Il 20 alle 16 all’Auditorium del Parco il concorso di arte critica, cuore della rassegna, “e da quest’anno il premio Agnesino porterà il nome di Ludovico Nardecchia”, storico promotore dell’evento, segretario a vita dei Devoti e presidente dell’Istituzione sinfonica.

La sera, una cena fuori cartellone, perché impossibile aprirla a tutti, presso il ristorante Villa Feronia, a 35 euro, con menù anticipato da Demetrio Moretti, delegato aquilano dell’Accademia Italiana della Cucina.

Tra le portate, oltre alla zuppa di Sant’Agnese con cavolo nero e fagioli di Paganica, l’antipasto della Lavannara e la sella di maiale della Lima Sorda, ovvero due delle cariche che vengono elette tra le varie congreghe la sera del 21.

E proprio la giornata clou, quest’anno, per la prima volta sarà interessata da eventi: “Finiremo per le 19, per lasciare libero ognuno di raggiungere poi a cena il suo gruppo”, la promessa di De Nicola.

Alle 17, ancora al Ridotto, lo spettacolo a ingresso libero Massera è ‘na notte ‘ncantata, omaggio a Ludovico Nardecchia nel centenario della nascita di Mario Lolli, con la partecipazione della Corale Gran Sasso.

LE ALTRE INIZIATIVE

Tra le iniziative collegate al Festival, le cartoline con lo “scatto d’autore”, quest’anno del fotografo Luigi Baglione, che ha immortalato Porta Branconio e i Giardini del viale”, “uno scatto di memoria, in quel luogo ci andavo con nonni e genitori”, ha ricordato.

Inoltre sono andate esaurite le 500 copie della Tombola Agnesina, l’unica con 99 numeri e con rappresentati i personaggi della città di un tempo, realizzata in collaborazione con la One Group di Duilio Chilante e Francesca Pompa: “Non facevamo a tempo a rifornire edicole e librerie – ha svelato – Pensiamo di ristamparle per il prossimo Natale e possiamo anche prendere prenotazioni e accettare eventuali correzioni”.

Infine, la proposta uscita fuori proprio in piena conferenza stampa, di trasformare il dolce tipico della manifestazione, la Treccia di Sant’Agnese che fu formalizzata anni fa a seguito di un concorso interno all’istituto alberghiero Ipsiasar, in un prodotto commerciale realizzato da fornai aquilani e da esportare pure questo all’estero.

Impegno anche alla registrazione del marchio “Garrulorum presidium”, il presidio delle lingue inevitabilmente lunghe, realizzato 13 anni fa dall’architetto Giuseppe Santoro, mentre per una questione di costi eccessivi non ci sarà annullo filatelico speciale.