L’AQUILA – Nella serata di ieri 21 gennaio si sono riuniti, per un appuntamento che si rinnova dal lontano 1985, i Cavalieri di Sant’Agnese presso la Tana del Cavaliere in quel di Gignano (L’Aquila), per procedere all’elezione dei ”linguacciuti” della compagnia che si sono distinti nel corso dell’anno nell’arte della maldicenza.

Non sono voluti mancare all’appuntamento i cavalieri Giampiero Lauri, tornato dalla Sardegna e il cavaliere Ugo Visconti tornato e subito ripartito per Roma.

Difficoltà a raggiungere il convivio per Giovanni Di Prospero, da Milano, imbottigliato nel traffico e per Maurizio Ciccone alle prese con passeggeri problemi di salute.

Alla fine è risultata vera bagarre nell’attribuzione delle cariche tradizionali, anche sotto la sapiente gestione del presidente a vita Franco Ursini e del presidente fondatore Paolo Serena ”nell’intorpidire le acque”, mentre l’unico punto fermo è stata quella del presidente che ha raccolto la quali totalità dei voti dei 21 presenti.

Gli eletti sono risultati: presidente Sandro Marcantonio, alla sua prima esperienza alla guida della congrega ma con molta voglia di fare, vice presidente Antonello De Nuntiis, che con la sua esperienza sarà di grande ausilio al presidente, segretario Roberto Marzi ,che finalmente torna nel direttivo dopo qualche anno di assenza immeritata.

E ancora Mamma dejji cazzi dejj’atri Gaetano Faccenda, che pur di accaparrarsi voti non ha perso tempo a sparlare di tutti, Lima sorda Danilo Millimaggi, caduto in disgrazia dopo un anno di presidenza mal gestita, Recchia fredda Antonello Passacantando, che riconferma ancora una volta le sue doti di origliatore.

Lavannara, ”alla memoria”, a Giovanni Di Scipio, Zillusu, in extremis, Vittorio Olivieri, che ha dato il meglio di se gli ultimi giorni della campagna elettorale quando si stava prefigurando un 2018 senza carica.

Purtroppo restano escludi dal direttivo, seppur meritevoli, Giampiero Lauri, già sicuro di una carica e tornato per questo, Claudio Lepidi che ha dissipato il patrimonio di voti al fotofinish, mettendosi contro lo zoccolo duro della congrega e Danilo Lepidi, a causa dell’assenza dovuta a improrogabili impegni di lavoro, comunque collegato via Skype nel seguire le sorti del voto.