CANISTRO – Un’affollata assemblea, a tratti con momenti di tensione, nell’aula del Consiglio comunale di Canistro (L’Aquila) per spiegare alla comunità locale le ragioni della rottura con la Santa Croce Spa di Camillo Colella, che da mesi ha in atto un braccio di ferro con la Regione Abruzzo sulla concessione della sorgente, fatto di denunce reciproche e anche di blitz con i carabinieri nello stabilimento, da parte dell’ente regionale che ha messo i sigilli dopo aver revocato la concessione e non concesso proroghe a causa di un documento unico di regolarità contributiva (Durc) che non sarebbe stato regolare. Tutti rilievi rigettati dall’azienda.

Il vice presidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, affiancato dal sindaco Angelo Di Paolo, dal sottosegretario regionale Mario Mazzocca e dal consigliere regionale di Centro democratico Maurizio Di Nicola, ha ribadito che “il bando non lo volevo fare, quello nuovo arriverà a giorni. Si poteva evitare ma non c’era altra strada, con la Santa Croce non si è trovato accordo”.

Lolli ha ricordato i motivi che hanno complicato i rapporti con l’azienda: “Alla Santa Croce era stato proposto prima del bando un accordo, con precise garanzie occupazionali, e con una transazione con il Comune per i contributi non versati”.

Ma questo accordo, sottolinea Lolli, “la Santa Croce non lo ha voluto fare”.

“La Regione ha poi fatto il bando, e mi assumo le responsabilità, lo ha sbagliato. poi si è verificato che la Santa croce che aveva vinto, al momento del bando  non aveva Durc in regola in verità lo hanno fatto successivamente ne il problema non è risolte ha reso nulla l’atto”.

Lolli risponde poi nel merito della mancata proroga a favore della Santa Croce.

“Non si può fare – assicura il vicepresidente – perché il dirigente dice che c’è un bando annullato. Lo stesso ha detto ufficio legale. Non posso pur volendo di costringere dirigente a firmare”.

Il bando va fatto come si deve, assicura Lolli, “uscirà a brevissimo e questa volta è stato ampiamente discusso con Comune e sindacati. Ma per fare bando dobbiamo entrare in possesso della condotta e della captazione. Pare che i legali di Colella faranno a giorni proposta di accesso”.

Infine Lolli ha assicurato che “la Regione metterà fondi Fesr e Fsr, per chi vincerà, anche per gli attuali proprietari. Ma davanti ad un progetto industriale serio. Non posso pur volendo dare fondi a un’azienda che licenzia”.

Ha preso poi la parola Maurizio Di Nicola, consigliere regionale di Centro democratico che ha ricordato che la “Santa Croce è un acqua tra le migliori in assoluto, è un valore non solo economico ma ambientale”.

A seguire hanno preso la parola lavoratori e cittadini presenti in sala.

C’è chi ha evidenziato il rischio occupazionale che grava anche sull’indotto, dal commercio ai trasporti che orbitano intorno allo stabilimento di Canistro. Chi ha chiesto di dare priorità assoluta alle maestranze locali nei piano industriale che è richiesto dal bando.

Un dubbio espresso è relativo a cosa accadrà con la vittoria di un altro soggetto diverso da Camillo Colella, nel caso in cui quest’ulitmo non dovesse cedere il suo stabilimento. L’assessore Ugo Buffone ha ribadito che “ci sono altri terreni disponibili”.

Buffone ha poi lanciato accuse all’attuale proprietà, che “garantisce così pochi posti di lavoro pur con un prodotto tanto eccezionale, da essere paragonabile ad una cooperativa sociale”.

Parla anche l’avvocato Salvatore Braghini, che per conto del Comune ha impugnato il bando vinto dalla Santa Croce. E che ha sollecitato Lolli di essere coinvolto per assicurarsi che “questa volta il bando venfa fatto bene”. Aggiungendo che “la Santa Croce pur non avendo rispettato gli accordi occupazionali, ha goduto di canoni troppo bassi, e immeritati”.

Il sindacalista della Cgil Marcello Pagliaroli ha illustrato il dramma che investirà tra poche settimane 75 lavoratori e le loro famiglie con la cessazione della cassa integrazione e la cessazione di attività dello stabilimento.

E ha implorato la Regione di fare presto, “perché ci sono tante famiglie che non possono aspettare due anni per vedere entrare a regime gli ammortizzatori  sociali finiranno prima”.

Ha aggiunto il sindacalista Leonardo Lippa della Uil: “Serve un grande imprenditore, che faccia tesoro la nostra acqua. A Colella sono anni che diciamo di dotarsi di una rete commerciale e non l’ha mai fatto”.

Conclude il sindaco Di Paolo: “Colella avrà i suoi sogni, ma noi dobbiamo vivere di certezze. Constato che la Regione ci sta venendo incontro, è presente e sensibile”.