L’AQUILA – È entrato nel rush finale il lavoro della Regione per assegnare la concessione della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila) in seguito al bando emanato dall’Ente: oggi la commissione di gara ha terminato il lavoro sulla regolarità documentale delle quattro proposte pervenute, ora la dirigente del servizio Risorse del territorio e attività estrattive della Regione Iris Flacco, dovrà nominare la commissione esaminatrice chiamata a sbrigare la fase decisiva, cioè quella dell’apertura delle offerte tecniche contenute nella famosa busta B.
Per la verità, oggi i plico è stato aperto dall’organismo, ma come sottolinea la Flacco, solo per verificare la presenza dei documenti, “senza fare valutazioni”.
La Flacco ha annunciato anche che “oggi stesso ho chiesto la nomina dei dirigenti per la commissione di valutazione, se le adesioni non arrivano, visto che la legge lo permette, confermerò gli attuali componenti”.
Secondo una stima, per questa operazione ci vorranno dieci giorni, poi la commissione potrà operare: l’impressione è che si arriverà in tempi brevi all’assegnazione provvisoria.
Ma sull’intero iter pesa la spada di damocle del pronunciamento del Tar al quale si è rivolto impugnando il bando, la Santa Croce Spa, ex concessionario e proprietario dello stabilimento e del marchio nazionale, che ha fissato l’udienza l’8 febbraio prossimo.
I giudici amministrativi, dopo aver ordinato alla Regione di ricevere le proposte entro la scadenza del bando dello scorso 15 dicembre, ma di non esaminarle, nell’udienza del 21 dicembre scorso, alla luce della rinuncia alla sospensiva della società dell’imprenditore molisano Colella, hanno fissato l’udienza di merito il prossimo 8 febbraio.
Tra la Santa Croce e la Regione è in atto un serrato braccio di ferro, sfociato in un duro contenzioso legale.
Il giorno prima, il 7 febbraio, inoltre, è fissato il consiglio di stato al quale si è rivolto la Santa Croce in merito al bando di circa due anni fa vinto dalla stessa azienda, ma impugnato dal comune di Canistro di fronte al Tar e annullato dai giudici amministrativi per irregolarità da parte della Regione.
Le quattro concorrenti sono: il gruppo Norda acque minerali di Lecco dei fratelli Pessina titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, tra l’altro editori dell’Unità, l’associazione temporanea d’impresa (Ati) composta dalla Bruni industry srl ie dalla Edilcomar, che secondo alcune voci avrebbe alle spalle un gruppo arabo, la Aqua srl dell’imprenditore avezzanese Mastrocesare e la Italiana beverage, quest’ultima del gruppo Colella, società che controlla la Santa Croce Spa.





