AVEZZANO – “Il giudice Giulia Sorrentino del Tribunale di Avezzano, ha rigettato l’istanza di dissequestro della Sorgente Santa Croce spa degli 8 milioni di litri d’acqua sequestrata dalla Regione Abruzzo”

A renderlo noto il sindaco di Canistro (L’Aquila) Angelo Di Paolo, l’assessore Ugo Buffone e gli avvocati del Comune Salvatore Braghini e Renzo Lancia.

La Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che ha imbottigliato acqua minerale per anni dalla sorgente Sponga di Canistro, finché non gli è stata revocata la concessione, poi assegnata con un nuovo bando alla Norda dei fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, editori, tra l’altro, del quotidiano l’Unità, aveva richiesto il dissequestro per scadenza dei termini di circa 8 milioni di litri di minerale imbottigliati nello stabilimento di Canistro (L’Aquila) operato dalla Regione Abruzzo, a dicembre, in quanto per la Regione quelle bottiglie sarebbero state riempite con acqua minerale captata dalla sorgente dopo il termine della concessione.

Per il Tribunale di Avezzano, rendono però noto gli esultanti avvocati del Comune di Canistro, “non è stata dedotta né dimostrata la data di decorrenza del termine; deve anzi ritenersi che non vi sia stato alcun rapporto essendo stata accertata la violazione direttamente dall’ufficio regionale competente per la irrogazione della sanzione; ed è stata emessa ordinanza di ingiunzione prima dell’esecuzione del sequestro e, comunque, entro due mesi dall’accertamento della violazione”.

Il Giudice del Tribunale di Avezzano ha insomma precisato che non vi è stata perenzione perché il termine da prendere in considerazione non è di 60 giorni come  sostenuto  dalla società ricorrente bensì di 180, talché, non essendo ancora spirato il termine, il sequestro deve ritenersi ancora efficace.

“Il Tribunale  – si legge nella nota del Comune di Canistro – ha, dunque, accolto in pieno la tesi della dirigente regionale del Servizio Risorse del Territorio ed Attività estrattive, dr.ssa Iris Flacco, che aveva sottoscritto il provvedimento di sequestro, condannando la Santa Croce alla refusione delle spese di lite nella misura di 3.000 euro oltre accessori”.

A questo punto, il sindaco Di Paolo chiede “alla Regione Abruzzo di verificare lo stato di conservazione dell’acqua minerale sequestrata che si trova all’interno del magazzino dello stabilimento di Canistro nonché di valutare l’eventualità di avviare in tempi rapidi una procedura che consenta la vendita del bene sequestrato, al fine di destinare il ricavato, o parte di esso, al pagamento delle competenze rivendicate dai 75 lavoratori licenziati, che da diversi mesi sono senza stipendio e senza lavoro”.

“Nel frattempo – prosegue la nota  –  Norda spa, Società aggiudicataria in via provvisoria del Bando regionale della Concessione di Canistro, è impegnata quasi giornalmente nelle operazioni intese ad espletare la Valutazione di Impatto Ambientale, utilizzando apparecchiature molto sofisticate per rilevare l’effettiva portata della sorgente, e quindi completare l’itertecnico entro il 21 maggio, termine fissato dal Bando”.

“Ci si chiede – conclude la nota –  perché l’imprenditore molisano, sempre molto attento ad informare la stampa e a chiedere indagini e verifiche a tutto campo circa i procedimenti che lo riguardano, pur essendo a conoscenza da alcuni giorni dell’esito negativo dell’istanza di dissequestro, si sia guardato bene dall’informare le agenzie circa il risultato di questa sua ulteriore iniziativa giudiziaria, anche questa, tra le tante presentate, con esito diverso da quello sperato. Tanto ha indotto il sindaco Di Paolo, l’assessore Buffone e gli avvocati del Comune a rendere noto all’opinione pubblica e, in primis, ai lavoratori di Canistro, la conclusione di questa vicenda giudiziaria”.