L’AQUILA – L’avvocato del Comune di Canistro (L’Aquila) Salvatore Braghini invia alle redazioni giornalistiche una nota in cui si annuncia il respingimento del ricorso della società Santa Croce contro il sequestro di circa 8 milioni di litri di minerale imbottigliati nello stabilimento, operato a dicembre dalla Regione Abruzzo, per poi subito smentire la notizia con una seconda nota. Un qui pro quo che provoca la reazione della Santa Croce, secondo cui con questa notizia non vera è stata screditata l’immagine aziendale, arrivando ad annunciare azioni risarcitorie.

È, questo, l’ennesimo episodio di un estenuate conflitto che vede schierati da una parte Regione e Comune e dall’altra la Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che ha imbottigliato acqua minerale per anni dalla sorgente Sponga di Canistro, finché non gli è stata revocata la concessione, poi assegnata pochi giorni fa con un nuovo bando alla Norda dei fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini e la Monticchio Gaudianello, editori, tra l’altro, del quotidiano l’Unità.

Alla nuova gara aveva partecipato anche l’Italiana Beverage, dello stesso gruppo Colella, che, dopo aver impugnato il bando senza successo, ha annunciato ora di voler presentare istanza di accesso agli atti “per preparare il ricorso che sarà presentato all’atto dell’aggiudicazione definitiva della concessione se sarà superato il vaglio dell’ufficio Via”.

Tra gli episodi di questo conflitto, anche il sequestro amministrativo preventivo di circa 8 milioni di litri di minerale imbottigliati nello stabilimento di Canistro (L’Aquila) operato dalla Regione Abruzzo, a dicembre, in quanto per la Regione quelle bottiglie sarebbero state riempite con acqua minerale captata dalla sorgente dopo il termine della concessione.

Oggi si è svolta al Tribunale di Avezzano l’udienza del giudice Giulia Sorrentino che deve pronunciarsi sull’istanza di dissequestro. Ma l’avvocato Braghini ha “anticipato” il verdetto, sostenendo che l’istanza fosse stata rigettata.

“Colella si era rivolto al Tribunale di Avezzano chiedendo il dissequestro di 8 milioni di bottiglie di acqua minerale sequestrata dalla Regione lo scorso ottobre, per decorrenza dei termini (secondo la Sorgente Santa Croce srl di due mesi, quindi scaduti, secondo la Regione Abruzzo, di 6 mesi, quindi non scaduti) – si legge nella nota – contenzioso che ha deciso con urgenza il Giudice Giulia Sorrentino rigettandolo. Questo esito interessa anche i lavoratori, atteso che la Regione ha preparato un bando per la vendita delle bottiglie al fine di dirottare i ricavi ai lavoratori senza stipendio”.

A seguire, però, è arrivato l’errata corrige dello stesso Braghini, con una seconda nota in cui “si precisa che non vi è stato ancora rigetto e si è in attesa dell’esito”.

Rettifica che non basta alla Santa Croce, che in una nota arriva a minacciare azioni risarcitorie.

“Preso atto della notizia diffusa in data odierna dall’avvocato Braghini – scrive la Santa Croce- con la quale è stato annunciato, nuovamente con toni trionfalistici, il rigetto del ricorso d’urgenza presentato dalla Santa Croce sul sequestro di 8 milioni di bottiglie di acqua minerale operato dalla Regione Abruzzo, questa Società smentisce recisamente la notizia del “presunto” rigetto, allo stato non risultando pubblicato alcun provvedimento da parte del Tribunale di Avezzano”.

“Ancora una volta – si legge ancora nella nota – le fughe di notizie, tutte da verificare ma che screditano l’immagine aziendale, sembrano correre più veloci delle sentenze”.

“Verranno avviate tutte le necessarie indagini ed iniziative per accertare i responsabili di ciò e per ottenere il risarcimento dei danni di immagine subiti” conclude la nota.