PESCARA – “Me ne vado. La natura della deposizione dei Nas non mi consente il controllo dei nervi”.
Così l’ex patron di Villa Pini, Vincenzo Maria Angelini, oggi, prima della deposizione del comandante dei carabinieri del Nas, Marcello Sciarappa, nel processo “Sanitopoli”, in cui l’imprenditore figura sia come imputato che come parte civile.
Sciarappa è stato chiamato a riferire sulle indagini effettuate nei confronti delle varie strutture private convenzionate abruzzesi e in particolare nei confronti delle cliniche del gruppo Villa Pini, ove furono riscontrate irregolarità.
Irregolarità che poi hanno portato gli stessi carabinieri del Nas a sollecitare, nel giugno 2008, l’arresto di Angelini, della moglie Anna Maria Sollecito, dell’ex amministratore delegato della Humangest Gianluca Zelli e degli allora direttori sanitari di Villa Pini, Sanatrix e Santa Maria, ipotizzando il reato di associazione per delinquere finalizzato alla truffa aggravata e alla frode nelle pubbliche forniture.
Il comandante ha riferito che per le indagini il Nas si è avvalso anche dei dati della Commissione ispettiva permanente (Cip), istituita dall’allora Giunta regionale, presieduta da Ottaviano Del Turco.
Commissione ispettiva che, a seguito dei controlli effettuati tra il 2005 e il 2007, avrebbe operato nei confronti del gruppo Villa Pini “decurtazioni” per un totale di 68 milioni di euro.
Durante il controesame, Sciarappa ha detto di non sapere, comunque, se poi tali decurtazioni siano state effettuate.
L’avvocato Giandomenico Caiazza, difensore di Del Turco, da parte sua, ha replicato che la competenza in materia è delle singole Asl.
IN MATTINATA ARACU: ”SU DI ME SOLO FANGO”
Il controesame da parte del legale del parlamentare del Pdl Sabatino Aracu, invece, ha caratterizzato, in mattinata, il processo.
Sul banco dei testimoni è tornato il maresciallo della guardia di finanza Giampaolo Iannone, che ha condotto le indagini.
Il maresciallo è stato chiamato a riferire e chiarire su una serie di riscontri che sarebbero stati effettuati anche sulla base di un memoriale, consegnato agli inquirenti da Maria Maurizio, ex moglie del parlamentare.
In particolare, su una cassetta di sicurezza, aperta in una banca romana; su quattro quadri sequestrati al parlamentare, del valore complessivo dei 10 mila e 400 euro; su una campagna elettorale; sulla società 3G e su una cena, in Sardegna, che sarebbe stata pagata da Aracu con la carta di credito della Federazione italiana hockey e pattinaggio.
Riguardo a tale cena, il legale del parlamentare ha dimostrato che in realtà il ristorante in questione ‘Cala Moresca’, non si trova in Sardegna, bensì a Piombino (Livorno) e che si sarebbe svolta in occasione del consiglio federale della Federazione italiana hockey e pattinaggio. Riguardo ai rapporti tra Aracu e l’ex moglie, il legale ha riferito dell’esistenza di un ammonimento per stalking nei confronti della donna.
Al termine dell’esame, il parlamentare ha rilasciato in aula delle dichiarazioni spontanee, durante le quali ha sottolineato che su di lui “è stato buttato fango”.
Ha dunque parlato della sua società 3G e del suo incarico presso la federazione pattinaggio, facendo presente che la società offre lavoro a 2 mila persone, mentre la federazione “è quella che porta più titoli mondiali al Coni e in Abruzzo porta più energie ai campionati”.
Aracu si è poi soffermato sui rapporti con la ex moglie, lamentando di ricevere quasi ogni mese delle denunce.






