L’AQUILA – “Nel momento in cui Vincenzo Angelini fa le sue dichiarazioni alla procura, non avrebbe avuto mai più denaro sufficiente per una gestione serena delle sue case di cura, che non esistevano più, erano gusci svuotati da lui stesso, lo dicono i consulenti”.

Così l’avvocato Cristiana Valentini, difensore dell’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, nell’arringa difensiva nel corso dell’udienza di oggi in Appello sulla “Sanitopoli” abruzzese che, nel 2008, decapitò la Giunta regionale di centrosinistra guidata dall’ex ministro e presidente dell’Antimafia, Ottaviano Del Turco.

Conga in primo grado è stato condannato a 9 anni di reclusione, mentre la richiesta del pg è di riduzione a 6 anni. I legali hanno chiesto che sia scagionato da ogni accusa.

Per la Valentini, “Angelini mente. La perizia del curatore fallimentare, Giuseppina Ivone – ha affermato – dice che, dal 2004 al 2009, le cliniche sono state depredate della mitica cifra di 161 milioni di euro. C’erano passaggi infragruppo che culminavano con prelievi finali andati a finire nelle mani di Angelini, e spariti dalle aziende”.

Per tutta la sua arringa difensiva la legale ha tentato di scardinare l’attendibilità come teste dell’ex patron di Villa Pini, che peraltro è anche imputato.

“Angelini parla per cinque interrogatori, ma mai di Conga. Per cinque volte gli chiedono che cosa facessero i direttori generali nel contesto della cartolarizzazione, su Conga lui risponde assolutamente niente – ha proseguito – Poi, però, improvvisamente appare in procura e accusa Conga, come mai dopo mesi si è deciso?”.

La Valentini ha citato le risposte dell’ex patron di Villa Pini, “dice di non aver parlato subito di Conga ‘per la rimozione psichica di eventi dolorosi’. In sede di incidente probatorio – ha proseguito il legale – afferma ‘avevo paura di Conga, di ritorsioni, perché di Conga mi si è sempre detto avesse collegamenti interni e internazionali con i servizi segreti’”.

“Passa dalla rimozione di eventi dolorosi ai servizi segreti, in combutta con Conga. Non ci sono parole per qualificare sostenibilità di simile affermazione”, ha detto ancora la Valentini.

“Un anno dopo, successivamente alla deposizione di Maria Maurizio, ex moglie dell’imputato Sabatino Aracu, decide di ricordarsi che Conga era in combutta anche con Aracu. Perché non lo ha detto prima? Risponde che aveva paura anche di Aracu, insomma, Angelini aveva paura di mezzo mondo”.

La legale ha anche evidenziato come Angelini abbia parlato di ispezioni in corso della Regione Abruzzo sulle sue cliniche “che invece non c’erano” mentre anche sul tema delle cartolarizzazioni “Angelini si contraddice”.

L’altro avvocato di Conga, Carmine Verde, ha assicurato che l’imputato ha dedicato al suo incarico di dg della Asl “tutta la sua professionalità di colonnello della Guardia di finanza. Nel giro di tre anni – ha ricordato – nella sua gestione ha portato la Asl di Chieti da un passivo di 175 miliardi di vecchie lire al pareggio. E questo nei 3 anni in cui ha avuto a che fare con Angelini”.