PESCARA –  I difensori dell’ ex direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao e dell’ ex membro della commissione ispettiva regionale delegata a verificare la congruità delle prestazioni erogate sulla base del piano sanitario, Pierluigi Cosenza, hanno chiesto, durante l’udienza dell’inchiesta Sanitopoli, il non luogo a procere per i propri clienti, mentre l’avvocato Marco Femminella, difensore dell’ex capogruppo regionale del Pd, Camillo Cesarone, ha chiesto che si faccia immediatamente il processo.

“Chiedo – ha detto Femminella – subito il rinvio a giudizio. La gente deve sapere che questo non è il processo”.

Riguardo alle accuse contestate all’ex capogruppo del Pd, l’avvocato ha sottolineato di non aver trovato nelle carte “questa valanga di prove”. Durante la loro arringa, i legali di Di Stanislao hanno chiesto il non luogo a procedere “per l’insostenibilità dell’accusa”, evidenziando “incongruità e imprecisioni” della Procura.

L’avvocato Massimo Carosi, difensore di Cosenza, da parte sua ha sottolineato che il suo cliente si è limitato ad applicare le disposizioni dell’allora piano sanitario. Cosenza deve rispondere di associazione per delinquere, truffa, falso e abuso. Nel pomeriggio è prevista l’arringa dei legali dell’ex assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti.

L’avvocato Giovanni Cerella ha già preannunciato che chiederà anche per lui il non luogo a procedere. Per Cerella, in particolare l’accusa di concussione nei confronti del suo cliente è “insussistente”.

“Angelini – ha evidenziato il legale – ha dichiarato di aver dato a Boschetti circa 90 mila euro nel giro di due anni senza indicare dove e quando prelevato i soldi”. Lunedì 25 toccherà invece tra le altre alle difese dell’ex governatore Ottaviano Del Turco, del parlamentare del Pdl Sabatino Aracu e dell’ex presidente della Fira, Giancarlo Masciarelli. L’avvocato Giandomenico Caiazza, che insieme a Giuliano Milia assiste Del Turco, ha preannunciato che nel suo intervento insisterà sulla questione della competenza territoriale, su cui è stato fatto anche ricorso in Cassazione.