L’AQUILA – L’ora della mannaia è arrivata: la spending review colpisce la sanità italiana con un taglio di 30 mila posti letto ospedalieri complessivi in tutta la nazione.

E anche l’Abruzzo pagherà la sua parte: dovrà falciare ancora 702 posti per allineare i conti.

Questo emerge da uno studio pubblicato oggi dal Corriere della Sera che spiega le mosse per arrivare dal rapporto di 4,2 posti letto per 1.000 abitanti che c’è oggi in Italia a quello fissato dai nuovi paletti di 3,7.

Un taglio, quello di 700 posti, tutto da organizzare geograficamente e che stride con quanto dichiarato ad AbruzzoWeb dai quattro manager delle aziende sanitarie abruzzesi lo scorso luglio, quando uscì la notizia dei tagli.

Tra chi vantava un rapporti posti letto/abitanti già più basso di 3,7 e chi rivendicava le riorganizzazioni in corso, la situazione sembrava abbastanza tranquilla, “abbiamo già dato”, il commento a una voce dei direttori generali.

Invece, anche se l’Abruzzo non è più una “regione canaglia”, come rivendica il presidente della Regione e commissario alla sanità Gianni Chiodi, ci sarà da tagliare ancora qui e lì.

L’Abruzzo può ritenersi moderatamente soddisfatto in proporzione: la Lombardia dovrà tagliarne 6.300, il Lazio 5.200, l’Emilia Romagna 3.500, il Piemonte 2.300. Il caso clamoroso è la Campania, che dovrà aumentare di 699 posti!

Lo studio è di Quotidiano Sanità sulla base di dati forniti dal ministero della Salute e si riferiscono a strutture pubbliche e private accreditate.