ROMA – “L’Italia condivide con molti Paesi europei il problema della carenza di infermieri che svolgono un ruolo cruciale nel funzionamento delle strutture per l’assistenza territoriale. La buona notizia, nel nostro contesto, è che negli anni immediatamente successivi al Covid vi è stato un importante incremento di iscritti alle facoltà di scienze infermieristiche che ci consentirà nel 2026, termine di scadenza del Pnrr, di disporre di circa 61.760 unità aggiuntive rispetto al livello attuale”.

Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo alla conferenza Ehma – European health management association, questa mattina presso l’università Cattolica di Roma, riferendosi alle stime del rapporto Agenas sul personale del servizio sanitario nazionale.

“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, parte del Next generation Eu, rappresenta un’opportunità imperdibile per il potenziamento del sistema delle cure di prossimità, attraverso la realizzazione delle case e degli ospedali di comunità – ha proseguito – ma occorre al contempo valorizzare la risorsa del personale sanitario che è strategica per la qualità delle cure erogate e che non trova adeguato spazio nel Piano”.

“I temi della valorizzazione del personale sanitario e della gestione delle carenze di professionalità sono centrali anche in questa conferenza” ha concluso.