L’AQUILA – Una lettera aperta al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per salvare il reparto di Oculistica a L’Aquila, a rischio in base all’ultima bozza stilata dall’Agenzia sanitaria regionale (Asr) di riassetto dei reparti degli ospedali abruzzesi, di cui AbruzzoWeb aveva anticipato alcuni contenuti già il 10 febbraio.
A scriverla è la senatrice Pd, Stefania Pezzopane, che conferma gli allarmi lanciati dal consigliere comunale Giorgio De Matteis, che ha parlato della perdita anche di Otorinolaringoiatria e Chirurgia vascolare, che comprometterebbe così la possibilità di avere un hub di secondo livello nel capoluogo, cioè un ospedale maggiore sulla base della riforma Lorenzin.
La Pezzopane alza la voce con toni che gettano pesanti ombre sull’operato della Regione e dell’Asr, difende l’idea per la quale “non si tratta della solita lotta di campanile, si tratta di salvare servizi importanti per i cittadini, la cui soppressione avrebbe ricadute negative anche sull’Università dell’Aquila”.
Insieme al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, in una conferenza stampa si era già espressa a difesa del San Salvatore chiedendo alla Regione di applicare “il parametro minimo del dato demografico e non fare la media tra i territori come sta facendo il direttore dell’Agenzia sanitaria Alfonso Mascitelli“, per tutelare le aree interne.
LA LETTERA COMPLETA
Caro Presidente, fai in modo che non prevalgano criteri meramente ragionieristici e interessi di parte sul ridisegno dell’assistenza ospedaliera.
Nell’ospedale aquilano abbiamo eccellenze, che trovo gravissimo debbano essere sacrificate. Ho già segnalato la problematica di medicina nucleare e di radioterapia, necessarie al nostro ospedale con una vocazione oncologica.
Accanto a questi due reparti va mantenuto parimenti anche quello di oculistica. Quando si tratta di salvare un’eccellenza, che garantisce alti numeri all’ospedale aquilano, con circa 11-12mila utenti l’anno per le varie prestazioni, non ci sono criteri di budget che tengano. Il 50% dei pazienti arriva da fuori Asl e da fuori regione, per l’elevato servizio offerto da oculistica. Un esempio virtuoso di mobilità attiva, che sarebbe un grave errore depotenziare o addirittura eliminare.
Qui non si tratta della solita lotta di campanile, si tratta di salvare servizi importanti per i cittadini, la cui soppressione avrebbe ricadute negative anche sull’Università dell’Aquila.
Se vogliamo mantenere un ospedale di livello, i reparti specialistici sono fondamentali e non possiamo rischiare che le unità complesse, come oculistica, vengano ridimensionate a unità operative semplici con il taglio dei posti letto e ridimensionamento di budget.
Ne deriverebbe un impoverimento complessivo della struttura e della sanità aquilana.
Confido in te anche alla luce degli sforzi che insieme stiamo facendo per far rinascere e rigenerare L’Aquila e i territori colpiti dal terremoto, che faticosamente stanno ricominciando a sperare nel futuro.



