L’AQUILA – Dopo le polemiche sul provvedimento contenuto nella manovra finanziaria che reintroduce il ticket di 10 euro per le visite relative alla specialistica ambulatoriale, il presidente della Regione Abruzzo e Commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, ha deciso di sospendere per 15 giorni l’applicazione della quota fissa.
“Considero il ticket richiesto dal Governo eccessivo e penalizzante – ha commentato Chiodi – soprattutto per i gruppi sociali più deboli”.
Dunque è congelata, per il momento, l’applicazione in attesa di un confronto con il Governo con cui valutare la possibilità di soluzioni alternative.
La decisione di Chiodi è maturata oggi pomeriggio, dopo la dura presa di posizione del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro, arrivato a chiedere le dimissioni del presidente della Regione a seguito dell’introduzione dei nuovi ticket..
Critica anche Giuliana Vespa, segretario territoriale dell’Ugl sanità dell’Aquila, che ha parlato di “ingiustizia sociale” e “vergogna inaccettabile”.
Non si è fatta attendere la replica del gruppo del Pdl alla Regione Abruzzo che, attraverso il suo portavoce, Riccardo Chiavaroli ha definito “sconcertanti” le dichiarazioni di D’Alessandro, accusato di “fare propaganda politicante”.
In Abruzzo, Regione commissariata per il debito sanitario, il ticket di 25 euro per i codici bianchi c’è dal 2007.
La manovra finanziaria nazionale reintroduce, invece, il ticket che c’è stato dal 2007 al 2009, poi tolto proprio da Chiodi.
D’ALESSANDRO (PD): “CHIODI SI DIMETTA”
Dura presa di posizione del capogruppo del Pd in Consiglio regionale Camillo D’Alessandro che chiede le dimissioni di Chiodi a seguito dell’introduzione dei nuovi ticket.
“L’introduzione è una facoltà – precisa D’Alessandro – e non un obbligo. Chiodi vuole fare cassa sulla pelle e il sangue dei cittadini nel modo più odioso, sulla loro salute. Se non è in grado di evitarlo si dimetta”.
“Porteremo il caso al dibattito del Consiglio regionale di domani – riprende l’esponente del Pd – e sarà il giorno della verità. Se è vero che il debito della sanità si sta riducendo, come afferma Chiodi, allora non si capisce l’obbligo giuridico per l’Abruzzo di introdurre nuovi ticket che pesano drammaticamente sulle famiglie non più in grado di farci fronte, già tartassate prima con l’introduzione della tassa regionale sulla benzina, ora i ticket, e con irap ed irpef che permangono le più alte d’Italia. Ora basta veramente”.
“Presenteremo proposte alternative – insiste D’Alessandro – se necessario il gettito potenziale dei nuovi ticket va coperto con altre forme e formule, ma non scaricato su malati e cittadini”.
“Siamo sull’orlo della disperazione – conclude l’esponente del Pd – i cittadini non ce la fanno più, ne va della tenuta sociale della nostra Regione, Chiodi non può strozzare l’Abruzzo”.
LA REPLICA DEL PDL: “PD FA PROPAGANDA POLITICANTE”
“Se venisse imposta una tassa sulle affermazioni demagogiche di D’Alessandro del Pd, l’Abruzzo vedrebbe crescere di molto le proprio entrate”, sostiene il gruppo del Pdl alla Regione Abruzzo attraverso il suo portavoce, Riccardo Chiavaroli.
“Ma ironia a parte, le dichiarazioni odierne del capogruppo Pd sui ticket sanitari – dice Chiavaroli – sono davvero sconcertanti perchè tentano maldestramente, ancora una volta, di fare propaganda politicante senza alcun rispetto degli aspetti umani e seri che i cittadini si trovano ad affrontare in rapporto al sistema sanitario e alla difficile situazione finanziaria”.
“Un sistema sanitario regionale, occorre ricordarlo – prosegue il portavoce Pdl – che è stato negli anni disastrato economicamente e strutturalmente proprio dal filone politico di cui è figlio il capogruppo Pd e che, se oggi vede invece un netto avvio verso la normalità, come i dati dimostrano, si deve proprio al presidente Chiodi e al governo regionale del Pdl in Abruzzo.”
“Nello specifico, sul ticket nazionale di dieci euro per i codici bianchi (interventi non gravi e urgenti) in pronto soccorso, come D’Alessandro sa bene ma finge di dimenticare, afferma ancora Chiavaroli, non vi è facoltà di esenzione per quelle regioni, come l’Abruzzo, sottoposte al piano di rientro nazionale del debito, tanto che anche la Puglia del Vendola “amico del popolo”, ad esempio, non potrà non applicare tale misura”.
“Questo è un fatto, come è un fatto l’eccellente lavoro di Chiodi sul sistema sanitario, e come è un fatto la responsabilità politica di chi, nel recente passato, ha fatto dell’Abruzzo una regione ‘canaglia’ – conclude Chiavaroli – ed è per tutto questo che il Pd farebbe bene anche in questa occasione a tacere se non per pudore, almeno per il rispetto dovuto ai cittadini abruzzesi”.
CHIODI: “CONTRARIO AL TICKET, OBBLIGATO DA PIANO DI RIENTRO”
“Non sono assolutamente d’accordo sull’aumento del ticket di 10 euro per le prestazioni specialistiche. La misura è iniqua e inaccettabile per una regione come la nostra ancora soggetta al commissariamento ma, pur non avendo potere discrezionale, farò del tutto per impedire che le misure contenute nella manovra finanziaria abbiano effetti gravi sul nostro sistema sanitario”.
È soprattutto il ticket sulle visite specialistiche che non piace a Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, che si è riservato di valutare con il Governo ogni strada percorribile, attraverso ipotesi sostituive che possano evitarlo.
“L’Abruzzo – spiega Chiodi – imbrigliata dal piano di rientro dal deficit sanitario, secondo il Governo, non ha discrezionalità sui ticket e non può evitare l’aumento. Ma visti gli ottimi risultati raggiunti in materia di risanamento, farò ogni tentativo per impedire che il servizio sanitario regionale subisca questo ulteriore aggravio di spesa per i cittadini”.
“In Abruzzo – aggiunge – il contributo di 25 euro per i cosiddetti codici bianchi, le prestazioni minime del pronto soccorso, erano già in vigore. La novità sono i dieci euro in più per le prestazioni specialistiche che eravamo riusciti a evitare nel 2009”.
Chiodi fa una disamina della situazione economica e finanziaria dal momento del suo insediamento ad oggi: “Questa legislatura, due anni e mezzo fa, è iniziata con una situazione da allarme rosso: una crisi da debito esplosiva, un sistema sanitario che stava deflagrando, una crisi internazionale che colpiva le possibilità di occupazione in maniera violentissima e in più un terremoto devastante”.
“Oggi – fa notare – dopo un’azione profonda di risanamento, che ha ridotto l’indebitamento del 14 per cento, pari a 800 milioni di euro, dopo un riequilibrio dei conti della sanità e dopo aver ridotto i costi della politica, l’Abruzzo si presenta un po’ più forte, un po’ più solido”.
“Aspettiamo, quindi – conclude il presidente Chiodi – l’esito dell’incontro del tavolo di monitoraggio per la sanità previsto per il 20 luglio, dal quale sono sicuro potranno uscire notizie positive”.
UGL: “VERGOGNA E INGIUSTIZIA SOCIALE”
“L’adozione dei ticket di 10 euro a ricetta per tutte le visite specialistiche e per le analisi di laboratorio è una vergogna inaccettabile”.
Lo dice Giuliana Vespa, segretario territoriale dell’Ugl sanità dell’Aquila.
“In un momento di grande crisi economica – aggiunge – è giusto che tutti ‘stringano la cinghia’ ma, invece di tagliare i costi della politica, il varo della manovra appena approvata, alla fine della fiera, grava solo sulle spalle delle famiglie italiane”.
“Una manovra ingiusta e iniqua – osserva la sindacalista – che va a penalizzare i già tartassati nuclei familiari ed è all’antitesi di tutto ciò che l’Ugl ha sempre sostenuto. La famiglia, invece di essere tutelata con l’adozione di misure fiscali ad hoc, come il quoziente familiare, è stata sacrificata per far fronte all’immane crisi economica”.
Secondo l’Ugl, “con questa misura si allargherà sempre di più la forbice per cui i ricchi continueranno ad aver diritto alla salute e i poveri non potranno permettersi neanche un banale esame del sangue”.
“Invece di tagliare sullo Stato centrale, sui ministeri, sulle consulenze e sul parlamento si è preferito colpire dove si sapeva di andare sul sicuro: famiglia e sanità. Questa manovra – conclude la Vespa – è un’ingiustizia sociale!”.
CHIODI SOSPENDE AUMENTO TICKET IN ABRUZZO
Il presidente della Regione Abruzzo e Commissario ad acta per la sanità, Gianni Chiodi, ha deciso di sospendere per 15 giorni l’applicazione della quota fissa di 10 euro a ricetta, introdotta per la specialistica ambulatoriale dalla Legge Finanziaria.
La decisione è maturata oggi pomeriggio, nel corso della riunione a Pescara del tavolo tecnico sulla sanità, dopo un’attenta valutazione dei riflessi negativi che tale aumento porterebbe alle famiglie abruzzesi.
“Considero il ticket richiesto dal Governo eccessivo e penalizzante – ha commentato Chiodi – soprattutto per i gruppi sociali più deboli. Per questo ho deciso di congelarne, per il momento, l’applicazione in attesa di un confronto con il Governo con cui valutare la possibilità di soluzioni alternative facendo forza proprio sui risultati raggiunti dall’Abruzzo, in termini di risanamento del debito e di equilibrio del bilancio”.






