L’AQUILA – “La compartecipazione socio sanitaria sarà un nuovo balzello per l’uscita dal commissariamento del settore pagato da tanti disabili non abbienti, per di più introdotto con una delibera di Giunta secondo noi illegittima”.

A denunciarlo in conferenza stampa i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Gianluca Ranieri, Riccardo Mercante e Pietro Smargiassi.

I tre hanno lanciato strali contro la delibera della Giunta D’Alfonso che secondo loro, di fatto, modificando il regolamento sulla compartecipazione alla spesa delle prestazioni socio sanitarie, introdurrà nuovi ticket da pagare per una fascia dell’utenza prima esentata.

Una delle misure di contenimento dei costi indicate, evidenzia il Cinque stelle, come condizione dell’uscita del commissariamento della sanità in atto da 9 anni e arrivato alla fine, che di fatto mette a carico dei cittadini 4 milioni di euro sui 12 complessivi.

La delibera arriverà in quinta commissione consiliare (Sanità) giovedì prossimo, ma la delibera, protesta Mercante “dovrà essere accolta così com’è, senza possibilità di modifica”.

“Daremo battaglia – promette, però, Ranieri – visto che, con il nuovo Isee che calcola anche le proprietà e il conto corrente, andrà a finire, per esempio, che un disabile non abbiente sforerà la soglia di esenzione di 15mila euro e dovrà pagare di tasca sua prestazioni riabilitative con una compartecipazione dai 400 ai 520 euro, una somma che non è affatto detto che possa permettersi”.

Smargiassi ha, poi, posto il tema della legittimità di quest’introduzione della compartecipazione a carico degli utenti.

“È avvenuta con una delibera di Giunta, ma di fatto contiene una variazione di bilancio che doveva passare in commissione e Consiglio regionale, serviva una nuova legge – ha accusato – Ce lo ha confermato anche l’ ufficio legislativo”.

Da qui la minaccia di rivolgersi alla magistratura. “Se la coperta per garantire le prestazioni socio assistenziali è troppo corta le risorse mancanti potevano essere reperite in altro modo, non mettendole a carico di cittadini fragili – ha concluso Ranieri – Potevano evitare, per esempio, elargizioni di denaro pubblico a carrozzoni regionali inutili”.