L’AQUILA – “Fino a quando non viene validato dal governo, il piano sanitario è suscettibile di modifiche. Il 30 ci sarà un Consiglio comunale straordinario sul tema, nel frattempo il sindaco Cialente fa da zerbino al governatore D’Alfonso e litiga con il consigliere Pietrucci che mi fa tenerezza”.
Con le parole di fuoco del consigliere comunale aquilano Giorgio De Matteis si riaccende la polemica sul cosiddetto “scippo”, da parte della costa, della possibilità di avere un ospedale classificato “di secondo livello” sulla base della riforma Lorenzin, ovvero al top, come anticipato da AbruzzoWeb già a febbraio e come formalizzato le scorse settimane nel piano sanitario.
Sul tema si è accesa anche una polemica tutta interna al Partito democratico aquilano, che litiga ora che i buoi sono scappati dalla proverbiale stalla a partire da un’intervista resa al quotidiano Il Messaggero dal primo cittadino, Massimo Cialente, e rimbeccata dal consigliere dem Pierpaolo Pietrucci, unico aquilano all’Emiciclo.
A scagliare le bordate contro l’uno è l’altro è comunque De Matteis, ex vice presidente del Consiglio regionale.
DE MATTEIS: “FURBATA DI D’ALFONSO, MA SI PUO’ TORNARE INDIETRO”
“Da quel pezzo di carta che chiamano piano sanitario 2016-2018 emergono cose molte serie e devo premettere che quanto accade oggi lo avevo detto a febbraio – ricorda Gdm – Dalle famose tabelle sulla riorganizzazione dei reparti si capiva già quale sarebbe stato il fine da raggiungere, e oggi, all’interno di questo quadro, viene fuori uno smantellamento del sistema ospedaliero aquilano a vantaggio della costa”.
Secondo De Matteis, “attraverso la figura del commissario di governo, cioè lui stesso, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, da ‘svelto’ ha esautorato tutti gli organismi decisionali: è evidente che il decreto commissariale con il quale viene definita la riorganizzazione non passerà né in commissione, né in Giunta, né in Consiglio”.
E infatti la litigiosa maggioranza di centrosinistra in Regione tanto ha evidenziato, con l’acre uscita dei “soliti ribelli” di Abruzzo civico, Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo, assieme a Maurizio Di Nicola di Centro democratico, che hanno accusato l’assessore Silvio Paolucci di scarsa condivisione.
“La potestà decisionale sul piano sanitario è della Regione, non del governo da cui dipende il commissario D’Alfonso, tra l’altro questo rende inspiegabile che il piano sia stato, viceversa, presentato dall’assessore che non c’entra niente – ricorda poi De Matteis – D’Alfonso ha colto l’opportunità, sapeva bene che per i canali tradizionali di discussione in Consiglio si sarebbe scatenato di tutto, così ha fatto una furbata”.
La possibilità di avere un ospedale di secondo livello “bis” tra L’Aquila e Teramo viene demandata a un futuribile studio di fattibilità, gravato, però, dall’handicap, già evidenziato dall’assessore Paolucci, di avere le due città dell’interno una distanza di almeno 40 minuti che rende impossibile unire alcuni percorsi di reparti e cure che dovrebbero essere attaccati o al massimo a distanza di 15 minuti, come stimato tra Pescara e Chieti.
“Una stupidaggine – replica De Matteis – Allora perché chiuderà il punto nascita di Sulmona, che è a un’ora e 15 minuti da quello aquilano? E poi la Asl L’Aquila, è scritto pure nel piano, fa da sola 50% di mobilità attiva, siamo quelli che attraggono di più rispetto alle altre tre aziende sanitarie messe insieme, ma siamo quelli penalizzati”.
“Abbiamo un sindaco che nessuno si fila, zerbino è un complimento, patetica e ridicola è la polemica con Pietrucci, che è inutile che dica ‘io sto vigilando’, con un decreto commissariale non va da nessuna parte e quella riforma in Consiglio non arriverà mai. E Giovanni Lolli? Qualcuno si è accorto che abbiamo un vice presidente? Della senatrice Stefania Pezzopane meglio non parlare, è diventata un’entità astratta”.
Interlocutori che, conclude il consigliere, “non sanno neanche che cosa succede, se fossero stati adeguati avrebbero dovuto impedire che accadesse molti mesi fa. Lucia Pandolfi dove sta?”, si chiede poi in riferimento alla segretaria della commissione che dopo vent’anni dovrà riscrivere i rapporti della Regione e le sue Asl con le due Università che hanno una facoltà di Medicina nonché componente dello staff dalfonsiano.
“Forse questo quadro le sta bene? E chi è il gruppo che l’ha supportata all’Aquila quando era candidata come consigliere regionale? Quello dell’attuale manager Rinaldo Tordera e del pro rettore Carlo Masciocchi. Tutto torna”.
CIALENTE VS PIETRUCCI
Intanto sui destini dell’ospedale va in scena il secondo round della faida Pietrucci vs Cialente, che si sono già scontrati sulla nomina del manager.
Medico e aquilano, diceva il consigliere, strizzando l’occhio ad Alessandro Grimaldi, stimato primario di Malattie infettive che però è suo cugino, circostanza che gli ha procurato accuse di familismo e lo ha costretto a virare su altre candidature che rispondessero a quel profilo, indebolendo la sua battaglia.
Manager e di fuori, ribadiva Cialente, designando una nomination sartoriale su Tordera, anticipata da AbruzzoWeb fin da giugno 2015, peraltro neanche nella lista ufficiale degli idonei alla carica abruzzese ma ripescato dalla Lombardia. E alla fine il primo cittadino l’ha spuntata.
Ora sulla faccenda dell’ospedale di secondo livello, il nuovo scontro. “Ci sono mille modi per risolvere la questione – ha detto Cialente al Messaggero – Andrò dal ministro Lorenzin, ma ammesso che ci dicano di sì, voglio capire se si comincerà finalmente a parlare di dove staranno i migliori reparti e quali saranno le ‘vocazioni’ degli ospedali”.
“Non serve andare, come dice Cialente, dal ministro Lorenzin – è stata la replica – visto che gli accordi sono demandati a livello locale. Semmai la questione si snoda attorno a un unico concetto: se all’Aquila dovesse arrivare la cardiochirurgia da Teramo allora il San Salvatore potrebbe diventare un ospedale di secondo livello. È in grado il sindaco di fare questo? Andrebbe previsto un meccanismo di compensazione. Il resto è fuffa” e poi ancora: “In Regione ci sono io a fare la sentinella. L’Aquila non si tocca”.
Senza esclusione di colpi, insomma. E Cialente nella controreplica non si è pure risparmiato: “L’utilità di un incontro con il ministero nasce dalla necessità di valutare definitivamente, insieme al sindaco di Teramo e all’assessorato regionale alla Sanità, la possibilità o meno di ‘spalmare’ l’ospedale di secondo livello sui due ospedali dell’Aquila e di Teramo Questa non è una fuffa”, ha spiegato.
“Capisco che il consigliere Pietrucci sia stato chiamato a difendere l’assessore Paolucci, ma se avesse letto con attenzione la mia intervista e seguito attentamente quello che da tempo vado ripetendo, avrebbe compreso che ciò che egli chiede, cioè più politica, è quanto da molto tempo io sto chiedendo alla Giunta regionale e ai partiti – ha concluso – Respingo pertanto al mittente l’accusa di campanilismo strillato”.





