L’AQUILA – Non si placano le polemiche sulla sanità aquilana dopo l’annuncio della riapertura della scuola di specializzazione di Ortopedia a Sant’Omero (Teramo) e per le convenzioni stipulate con quello stesso ospedale e in più con quelli di Giulianova e Atri, sempre in provincia di Teramo.
L’assessore regionale aquilano Gianfranco Giuliante ha chiesto le dimissioni del rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, e della preside della facoltà di Medicina, Maria Grazia Cifone.
“Tutto era già deciso, è una presa in giro ai danni dell’Aquila per soddisfare gli interessi spicci del rettore e della preside e le esigenze di salvataggio degli ospedali teramani”. Frecciate anche a Cialente, Chiodi (poi smentita dallo stesso Giuliante, ma un video smentisce lui) e De Matteis.
A Giuliante replica la stessa preside: “La Asl aquilana ha sempre rifiutato i convenzionamenti”. Rigettata al mittente, insomma, la richiesta di dimissioni. Risposta anche di Carlo Costantini, capogruppo Idv all’Emiciclo: “Sbaglia bersaglio, chieda piuttosto le dimissioni di Chiodi”.
In una conferenza stampa tenuta insieme ad altrei esponenti del Pd dell’Aquila, il parlamentare Giovanni Lolli ha invece parlato di “follia” riguardo queste convenzioni che andrebbero a indebolire l’Università e dell’ospedale. Lolli ha anche sollevato la possibilità che, stando a indiscrezioni, anche altri reparti vengano trasferiti nelle strutture di Avezzano e Sulmona.
In una durissima nota il segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, parla di spolizaione ai danni dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, mentre con comunicato Azione universitaria ha parlato di “scippo ai danni della città”.
Secca la replica, intanto, dell’ex assessore alla sanità e attuale capogruppo del Pdl in Regione, Lanfranco Venturoni, che ha dichiarato “Il risanamento dei conti della sanità è una realtà e tale evidenza non può essere negata, neanche da chi fa il mistificatore di professione”, aggiungendo che l’Abruzzo “non è più tra le regioni ‘canaglia’”.
Per il segretario regionale di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla, invece, il risanamento della sanità è solo una “trovata elettorale del presidente Chiodi” che sta preparando, tra l’altro, un “ulteriore aumento delle tasse”.
L’AQUILA – “L’‘operazione Sant’Omero’ è una presa in giro ai danni della città dell’Aquila, che somma interessi spicci del rettore, Ferdinando di Orio, e della preside di Medicina, Maria Grazia Cifone, alle necessità dell’ospedale teramano. Questi due sodali, perciò, devono dimettersi”.
È il duro attacco dell’assessore regionale Gianfranco Giuliante sulla vicenda dei convenzionamenti tra la facoltà di Medicina dell’Università del capoluogo e gli ospedali della Asl teramana di Sant’Omero, Atri e Giulianova, con il trasferimento di docenti e specializzandi.
Giuliante ha specificato di non voler entrare “nelle dinamiche interne delle Asl e dell’Università. Denuncio solo – ha aggiunto – il modo in cui è stata condotta l’operazione: altrove ci vorrebbero mesi e mesi per ricollocare undici primari, qui si è fatto tutto in venti giorni”.
L’assessore aquilano non ha risparmiato frecciate a Gianni Chiodi, Giorgio De Matteis e Massimo Cialente, e ha polemizzato anche con il docente Guglielmo Mariani, che stava assistendo all’incontro con la stampa e voleva fare un intervento.
LA LETTERA DELLA CIFONE A SILVERI
I venti giorni su cui Giuliante basa la sua denuncia sono quelli passati tra la lettera del 16 marzo inviata dalla preside Cifone al manager della Asl aquilana, Giancarlo Silveri, e la riunione del 5 aprile del Consiglio di facoltà in cui si è affrontata l’approvazione dei convenzionamenti dei docenti.
Nella lettera la preside annuncia che la sua facoltà intende collaborare con la Asl di Teramo “affinché personale universitario di area clinica, a tutt’oggi non strutturato, possa trovare adeguata collocazione”.
La Cifone rivendica che la sua facoltà abbia “sempre privilegiato la collaborazione con la Asl aquilana”, ma spiega che “l’impossibilità di rafforzare e implementare il rapporto convenzionale in atto” e “il mancato riscontro delle richieste di convenzionamento” hanno causato “l’esigenza di reperire al di fuori di questo territorio provinciale l’opportunità di convenzionamento”. Ecco spiegata la fuga verso Teramo.
La preside lascia una porticina aperta a Silveri: se ancora interessato al convenzionamento, chiede infatti di “dare riscontro alla presente entro e non oltre il 31 marzo”. La lettera è stata scritta il 16.
“Un termine di sole due settimane – ha evidenziato Giuliante – che è diventato di dieci giorni, perché la Asl ha ricevuto la comunicazione solo il 21. Ma pochi giorni dopo sui giornali c’erano già i nomi dei nuovi primari: è una presa in giro evidente, la partita era già stata giocata con l’obiettivo di salvare il presidio di Sant’Omero”.
STOCCATE A DE MATTEIS, CIALENTE E CHIODI
Giuliante non ha risparmiato una frecciata al vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che lunedì scorso, 4 aprile, ha tuonato “l’Università dell’Aquila e la facoltà di medicina in particolare non sono un supermarket dove fare shopping”. “Visto che il giorno dopo si è deciso tutto, è stato quantomeno intempestivo”, ha ribattuto Giuliante.
Critiche anche al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente: “Ho chiesto le sue dimissioni per ‘culpa in vigilando’ – ha ricordato l’assessore – perché mentre si decideva tutto era impegnato a ‘fare ammuina’ nei venti giorni delle sue dimissioni”.
Anche se di fioretto, infine, Giuliante se l’è presa pure con Chiodi. “Con questa mossa – ha concluso – la preside Cifone si è ingraziata anche la politica che conta, che oggi è quella di sponda teramana. È evidente che oggi tutto ciò che dispiace all’Aquila fa piacere a Teramo e a Chiodi”.
LA POLEMICA CON MARIANI
Nel corso dell’incontro con i cronisti, infine, Giuliante ha anche polemizzato con il professor Guglielmo Mariani, primario dell’unità operativa di Medicina universitaria 2, che aveva cominciato a fare un intervento sui rapporti Asl-università.
“Lei non può arrivare nella conferenza stampa di un altro per esporre i suoi punti di vista”, ha osservato Giuliante. Il docente a quel punto si è alzato e se n’è andato.
LA SMENTITA ALLA FRASE SU CHIODI, MA C’E’ IL VIDEO
L’AQUILA – In serata, l’assessore regionale Gianfranco Giuliante ha diffuso una nota in cui afferma di non avere mai pronunciato, nella conferenza stampa odierna sulla convenzione tra asl di Teramo e Università dell’Aquila, la frase, riportata dall’agenzia di stampa Ansa e anche da AbruzzoWeb: “tutto ciò che dispiace all’Aquila fa piacere a Teramo e a Chiodi”.
Nella smentita Giuliante ha anche aggiunto: “essa non rappresenta assolutamente il mio pensiero”.
Nello specifico, la frase completa (e registrata dai cronisti), in risposta alla domanda “Nessuna responsabilità di Chiodi e del Governo regionale per questa manovra che penalizza l’ospedale San Salvatore dell’Aquila?” è stata:
“Da un punto di vista diciamo delle carte, evidentemente non è così. Da un punto di vista della responsabilità politica immagino che ciò che fa dispiacere in questo momento all’Aquila faccia piacere a Teramo e quindi a Chiodi”.
La veridicità della frase emerge anche dal video dell’intervista dei colleghi di Abruzzo24ore.tv.
L’AQUILA – “La Asl dell’Aquila da anni rifiuta di convenzionare professionalità afferenti a settori clinici, fondamentali per la formazione di medici e specializzandi, quali Cardiologia, Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anatomia Patologica, Ortopedia, Medicina Fisica e Riabilitativa, Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Biochimica clinica, Patologia Clinica”.
È quanto dichiara la preside della facoltà di Medicina dell’Università dell’Aquila, Maria Grazia Cifone, in risposta alla richiesta di dimissioni avanzata dello stesso Giuliante, che ha definito le convenzioni con gli ospedali teramani “un piano già deciso per soddisfare gli interessi spicci del rettore e della preside e le esigenze di salvataggio di quei presìdi”.
Nella sua replica la Cifone accusa sostanzialmente la Asl aquilana di aver fatto sempre melina sul convenzionamento, citando una comunicazione del manager Giancarlo Silveri che parlerebbe di “impossibilità di prendere in considerazione le domande di convenzionamento, specie nei termini e tempi richiesti”.
E a chi parla di spoliazione o scippo ricorda che tutte le scuole di specializzazione passate nel Teramano “rimangono corsi della facoltà di Medicina”.
“La necessità di una struttura a direzione universitaria e di un determinato volume di attività – aggiunge la Cifone – sono requisiti fondamentali dai quali non si può prescindere per il mantenimento delle scuole di specializzazione. Motivo questo che ha portato adindividuare, e non da oggi, bensì da decenni, la Asl Teramo, quale struttura di riferimento per le scuole di specializzazione di Urologia, Chirurgia Toracica e Allergologia/Immunologia clinica essendo presenti, in quella sede, e non da oggi, le Unità operative complesse dirette, rispettivamente, dai professori Vicentini, Crisci e Ginaldi“.
“Nello specifico della Ortopedia – prosegue la preside – è ancora il caso di ricordare che il professor Vittorio Calvisi, direttore della scuola di Ortopedia e Traumatologia, non ha trovato spazio nell’ospedale San Salvatore? E che l’inserimento del professor Calvisi nell’ambito di una struttura pubblica ha determinato lo sconvenzionamento dello stesso da struttura privata, non di certo dall’ospedale San Salvatore né da altri presìdi della Asl dell’Aquila”.
“È forse anche utile sottolineare – sostiene ancora la Cifone nella sua replica – che tutte le scuole di specializzazione, compresa quella di Ortopedia e Traumatologia, rimangono corsi della facoltà di Medicina dell’Aquila. Si parla di depauperamento della Asl dell’Aquila quando le professionalità in campo non solo non erano ivi inserite ma, al contrario, hanno ricevuto solo dinieghi a tutte le reiterate proposte di convenzionamento avanzate negli anni. Forse è solo il caso di ricordare i molteplici comunicati e conferenze stampa con i quali la facoltà di Medicina ha cercato di coinvolgere tutte le parti interessate per non perdere pezzi di offerta formativa. Perché ora tutta questa enfasi e allora solo indifferenza alle questioni da noi sollevate?”.
“Forse è il caso di trasmettere i contenuti dell’ultima nota del direttore generale Giancarlo Silveri in risposta alle mie sollecitazioni di richiesta di convenzionamento del personale universitario che, in sintesi, comunica la ‘impossibilità di prendere in considerazione le domande di convenzionamento, specie nei termini e tempi richiesti’. Quindi, oltre al tempo passato, è necessario ancora attendere?”, si chiede la preside
“È, infine, sorprendente – conclude, rivolta direttamente a Giuliante – che si chiedano le dimissioni di chi, sotto gli occhi di tutti, ha lavorato e continua a lavorare, fra mille difficoltà, come dimostra anche ciò che sta succedendo in questi giorni, nell’interesse dell’istituzione Università dell’Aquila e, quindi, dei nostri giovani”.
L’AQUILA – “Comprendo l’amarezza di Giuliante, ma non i destinatari del suo sfogo: chieda le dimissioni di Chiodi”.
Lo dichiara Carlo Costantini, capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio regionale, commentando in una nota gli strali dell’assessore alla Protezione civile sulla convenzione di recente siglata dall’Università dell’Aquila con la Asl di Teramo.
“Se la facoltà di Medicina dell’Aquila – aggiunge Costantini – ha la necessità di convenzionarsi con una Asl per la formazione di medici e specializzandi, se l’Asl dell’Aquila ha risposto ‘picche’ e se nel frattempo, guarda caso, la Asl di Teramo ha spalancato le porte, Giuliante, per essere credibile fino in fondo, dovrebbe prendersela con il ‘plenipotenziario’ della sanità in Abruzzo e non certo chi, presumo anche a malincuore, è stato costretto a subire una scelta di natura esclusivamente politica”.
“Chieda le dimissioni di Chiodi – conclude l’esponente dipietrista – e non quelle di chi non ha e non avrebbe mai potuto incidere su scelte che investono esclusivamente valutazioni politiche delle Asl e di chi orienta politicamente le scelte delle aziende sanitarie in Abruzzo”.
L’AQUILA – “L’ultima infornata di scippi ai danni della città”.
Il parlamentare del Partito democratico Giovanni Lolli ha introdotto così la conferenza stampa, tenuta insieme agli altri esponenti del Pd Antonello Bernardi, Francesco Iritale e Stefania Pezzopane, in cui ha parlato dei vari “scippi” del settore sanità.
Il grido d’allarme lanciato da Lolli, oltre all’affaire Sant’Omero con la riapertura lì della scuola di specializzazione di ortopedia, riguarda anche la possibilità che altri reparti vengano trasferiti nelle strutture ospedaliere di Sulmona e Avezzano, con un ulteriore indebolimento del San Salvatore dell’Aquila.
“Secondo indiscrezioni – ha detto – anche i reparti di otorino, oculistica, riabilitazione, anatomia patologica, chirurgia vascolare e malattie infettive potrebbero essere trasferiti. Questa è una follia. Mi auguro che dopo questa conferenza ci diranno che tutto questo non è vero”.
Lolli ha poi lanciato un doppio appello, alla Regione e ai “fratelli” di Avezzano e Sulmona. “Alla Regione – ha affermato – vorrei dire che indebolire l’Università dell’Aquila e l’ospedale è una cosa stupida. Siamo una piccola regione che l’unico modo che ha per contare qualcosa in Italia è valorizzare le risorse che ha. Ad Avezzano e Sulmona dico di combattere insieme. Gli ospedali devono essere tutti delle strutture serie, ma questo non a scapito dell’ospedale aquilano”.
L’AQUILA – “E’ in atto una campagna di spoliazione ai danni dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila. Campagna che sta passando sotto silenzio. Il trasferimento di molti professionisti nel presidio ospedaliero di Sant’Omero (Teramo) comporterà una perdita di servizi ed eccellenze per il nostro territorio”.
Dura presa di posizione del segretario regionale della Cisl, Gianfranco Giorgi, in merito all’attivazione di convenzioni tra l’Università dell’Aquila e la Asl di Teramo, guidata da Giustino Varrassi.
“Si tratta di convenzioni – spiega Giorgi – che se da un lato consentono la riattivazione di scuole di specializzazione della facoltà di medicina e chirurgia dell’Aquila, dall’altro spostano in sedi fuori dalla nostra città tutte le relative strutture e, soprattutto, alcuni medici e professori che hanno operato a lungo all’interno del San Salvatore, con risultati estremamente positivi”.
L’elenco dei professionisti che, a stretto giro di posta, andranno via, molti con incarichi di prestigio a Sant’Omero, è corposo: Vittorio Calvisi, ortopedia, Gianfranco Properzi, medicina riabilitativa, Maurizio Giuliani, chirurgia plastica e ricostruttiva, Renato Pietroletti, chirurgia proctologica a cui si aggiungono Giampiero Di Marco, senologo e Adelmo Antonucci, primario di chirurgia, che hanno già lasciato il San Salvatore.
“Alcuni docenti sono in attesa di convenzionamento con la Asl dell’Aquila da molti anni – dice Giorgi – ma non è accettabile questo trasferimento di massa che, di fatto, rappresenta una perdita enorme per l’ospedale aquilano. L’impressione è che si stia operando una strategia di impoverimento del San Salvatore, e di conseguenza della città dell’Aquila, con il chiaro intento di potenziare alcuni ospedali teramani, in particolare quello di Sant’Omero. Di quanto sta accadendo chiediamo conto al Rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, al direttore della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri e al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente“.
L’impegno della Asl – incalza Giorgi – dovrebbe essere quello di mantenere le eccellenze sul territorio, valorizzando i professionisti di peso, che possono qualificare la realtà sanitaria pubblica. Il problema della fuga dall’Aquila riguarda tanto il personale universitario, che il manager della Asl di Teramo, si sta abilmente accaparrando, quanto gli ospedalieri, molti dei quali stanno scegliendo altre realtà”.
La Cisl invita il Rettore, Di Orio e il direttore della Asl, Silveri, “a chiarire subito la situazione e a porre freno a questa emorragia di professionisti. Siamo pronti alla battaglia per dire basta ad una politica penalizzante per la nostra città”, conclude Giorgi, “che rischia di trasformare il San Salvatore in un piccolo ospedaletto di provincia”.
“Le convenzioni concluse dall’Università dell’Aquila con la Asl di Teramo hanno sollevato non poche polemiche e perplessità. Di fatto, l’affaire Sant’Omero (Teramo) pur presentatoci come un’opportunità da non perdere per l’università, rappresenta l’ennesimo scippo in danno alla città dell’Aquila. Come altro vogliamo chiamare il trasferimento di 7-8 professori-medici con le relative strutture?”. A dichiararlo, in una nota, è l’associazione Universitaria che aggiunge:
“Inoltre, conoscendo la poca trasparenza della gestione Di Orio ci sorgono numerosi dubbi sulla bontà dell’operazione. Primo, la tempistica. Se è vero che alcuni docenti sono in attesa di convenzionamento da parecchi anni, come mai soltanto adesso, dopo la nomina di Varrassi, uomo del “magnifico”, a manager della Asl di Teramo si sono potute concludere le procedure di convenzionamento? E, soprattutto, a circa un anno dalle elezioni per la scelta del nuovo rettore?”.
“Secondo, la trasversalità. Come mai un governo di centrodestra e soprattutto teramocentrico, nomina un’aquilano alla Asl di Teramo?”.
“Appare abbastanza plausibile che tutti i passaggi degli ultimi mesi rappresentino una chiara e univoca strategia. Il governo regionale (centrodestra) nomina un manager aquilano, lontano politicamente ma soprattutto vicino al rettore, che chiude delle convenzioni in modo da potenziare alcuni ospedali teramani (quanti saranno i nuovi posti letto a Sant’Omero?)”.
“Un’operazione bipartisan che da una parte rafforza una parte della politica teramana sul proprio territorio e dall’altra offre la possibilità al rettore e alla sua fidata preside di ricompattare il proprio gruppo in vista delle elezioni del 2012. Il tutto sulla pelle dei cittadini e della città dell’Aquila”.
“Senza omettere le responsabilità evidenti della Asl aquilana sulla vicenda, vorremmo sottolineare che oltre ai cittadini aquilani i beffati saranno anche gli studenti, costretti, al pendolarismo per seguire le lezioni o, peggio, al trasferimento, soltanto per soddisfare i desideri di qualche potentato”.
L’AQUILA – “Il risanamento dei conti della sanità è una realtà e tale evidenza non può essere negata, neanche da chi fa il mistificatore di professione. Altro che disinformazione, i dati dicono chiaramente che non siamo più una regione ‘canaglia’ e a tal riguardo abbiamo ricevuto il plauso del governo centrale e delle altre Regioni. Si tratta di un risultato che va a vantaggio di tutti, per una volta la sinistra avrebbe fatto bene a riconoscerlo”.
Così Lanfranco Venturoni, presidente del gruppo consiliare del Pdl, commenta le dichiarazioni polemiche dei consiglieri regionali del Pd e dell’Idv.
“Non sorprende l’ormai abituale mancanza di argomenti dei colleghi dell’opposizione – dichiara Venturoni – quel che tuttavia appare paradossale è che ad alimentare il solito allarmismo siano proprio coloro che hanno determinato in Abruzzo quelle stesse difficoltà che solo con una rigorosa quanto concreta politica riformatrice il centrodestra sta faticosamente superando”.
“L’unico fondato motivo di preoccupazione – conclude il presidente del gruppo Pdl– gli abruzzesi lo avrebbero se a governare questa Regione ci fosse ancora il centrosinistra”.
MELILLA (SEL): ”RISANAMENTO CON LE TASSE DEGLI ABRUZZESI”
PESCARA – “Il commissario presidente Chiodi in perfetto sincronismo con la partenza della tornata elettorale per le comunali ha lanciato la campagna di disinformazione sulla sanità abruzzese ormai risanata e in procinto di rinunciare anche alle tasse”.
È quanto dichiara il segretario regionale di Sinistra, ecologia e libertà, Gianni Melilla.
“Ovviamente Chiodi sorvola sulla circostanza che gli abruzzesi stanno pagando non solo le tasse, ma anche i ticket e gli aumenti della benzina che colpiscono tutti indistintamente, ricchi e poveri, senza neanche la mitigazione della progressività. E altri balzelli sono in arrivo – annuncia Melilla – dopo le elezioni ovviamente, sulla compartecipazione alle spese per alcune prestazioni della residenzialità e della riabilitazione che andranno a colpire famiglie particolarmente disagiate”.
“Ma Chiodi si vanta dei suoi risultati di bilancio senza dire qual è lo stato della sanità abruzzese – prosegue Melilla – ormai in una situazione di vera e propria emergenza per quanto riguarda i tempi di attesa per le prestazioni, le carenze di personale medico e infermieristico, l’abbandono delle strutture ospedaliere, i ritardi nel decollo delle strutture territoriali, le risorse insufficienti per le attività di prevenzione e di riabilitazione, il non sostegno alle tante eccellenze fortunatmente presenti grazie alla abnegazione del personale, l’esplodere della bomba della mobilità passiva, cioè dei pazienti abruzzesi che se ne vanno fuori della Regione Abruzzo per essere curati perchè non trovano risposta nei nostri Ospedali”.
“Si parla per il 2010 della cifra record di 100 milioni di euro di mobilità passiva quando sino al 2008 l’Abruzzo era in attivo! E anche per la spesa farmaceutica il deficit si allarga ben oltre la media nazionale. Risanare sulla pelle dei cittadini abruzzesi – dice ancora Melilla – con uno smantellamento sostanziale del sistema sanitario abruzzese non dovrebbe essere un motivo di vanto, ma di seria preoccupazione”.
“Ma il supercommissario che continua a collezionare altri incarichi supremi e monocratici di commissariamento (l’ultimo alle aree bianche sic!), ama la propaganda e la corte dei miracoli suona compiacente la gran cassa del presunto risanamento (almeno sino a giugno!). La verità è un’altra come ben sanno gli abruzzesi – conclude Melilla – e i malati tartassati di tasse e aumenti della benzina, e senza avere le prestazioni a cui avrebbero diritto in tempi brevi e certi”.
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