L’AQUILA – “Non ho nulla da dichiarare sulla vicenda, lo farò solo quando il manager della Asl Giancarlo Silveri mi autorizzerà a farlo”.

Si trincera dietro un no comment la direttrice del dipartimento Materno-infantile dell’ospedale San Salvatore, Sandra Di Fabio, sulla questione del “divieto” imposto ai medici della struttura sanitaria del capoluogo di ricoverare le donne incinta tra le 23 e le 32 settimane.

Un atteggiamento, però, che fa capire come non si siano per nulla placate le tensioni che hanno visto da un lato la stessa direttrice e dall’altro i sanitari delle unità operative di Ginecologia e ostetricia, con Silveri che ha provato a fare da paciere promettendo interventi immediati in ordine alle carenze di organico dei reparti.

Un clima infuocato, quindi, con i nervi pronti a saltare, anche se c’è chi prova a gettare acqua sul fuoco per mettere fine alla guerra interna.

È il caso, ad esempio, di Gaspare Carta, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica della facoltà di Medicina dell’Aquila.

“Diamo un segnale di positività alla città: i reparti funzionano a pieno regime, ci sono le professionalità e le tecnologie giuste – sottolinea Carta – e puntiamo a riportare al terzo livello, il più alto, il centro neonatologico del San Salvatore. Abbiamo le culle piene e una lista d’attesa lunga così, vogliono venire a partorire da noi anche da fuori città”.

“E poi – sostiene il medico – non è esatto dire che nessuna donna tra le 23 e le 32 settimane può essere ricoverata in ospedale da noi, in realtà valutiamo caso per caso e solo quelle nell’imminenza di un parto vengono trasferite altrove”.

C’è, però, qualche conto che non torna. Primo: il taglio dei posti letto, scesi da 26 e 20 (in parte compensati da un piccolo rafforzamento del day surgery) nonostante la neonatologia, con la sua qualità indiscussa, rappresenti un’eccellenza dell’intero sistema sanitario regionale.

Secondo: il silenzio della Di Fabio alla domanda precisa se il San Salvatore può garantire almeno i parti prematuri che non comportano gravi complicazioni.

Le somme, probabilmente, potranno essere tirate solo al momento della definizione dell’atto aziendale della Asl e se l’esito dell’attività di reperimento di nuovo personale sarà positiva.

Intanto è stato affidato al pediatra Giovanni Farello l’incarico di stilare un documento che dovrebbe sintetizzare le varie posizioni dei soggetti interessati e che chiarirà la posizione ufficiale dell’Azienda sanitaria aquilana su tutta la faccenda. (red)

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