L’AQUILA – Anche in Abruzzo l’asma sta cambiando volto. Si nasconde dietro un raffreddore allergico apparentemente banale e, all’improvviso, è ”fame d’aria”.

Cambia volto ma anche obiettivi: colpisce sempre più le persone fra i 30 e i 40 anni. Pazienti con tante esigenze, poca pazienza, culto della fretta e sacerdoti della tecnologia.

È questo il ritratto della “generazione X” che emerge da un’indagine condotta per la MSD dalla Doxapharma su un campione significativo di pazienti asmatici di età media di 32 anni e mezzo su tutto il territorio nazionale. La “generazione X” è una generazione di asmatici che si cura solo “al bisogno”. E così facendo, si mette in guai che possono essere anche molto seri.

“È la generazione che confida nella tecnologia per risolvere i suoi problemi e che, da un farmaco, si aspetta quel ‘qualcosa in più’ che renda possibile conciliare le esigenze di una terapia con quelle di un ritmo di vita sempre più incalzante – afferma Giorgio Walter Canonica, direttore
della Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio e Allergologia dell’Università degli Studi di Genova – È un paziente che chiede di più: più sicurezza, più comodità, più semplicità. Una richiesta alla quale oggi è possibile venire incontro. La terapia per la “generazione X” è più vicina”.

Ecco qual è il ritratto della ‘generazione x’ di asmatici in Abruzzo: mediamente ha intorno ai trent’anni, soffrono di asma lieve e moderata e, oltre nella metà dei casi (62%), i problemi di asma si affacciano frequentemente e, addirittura a volte, molto frequentemente.

L’86% di loro soffre di asma da più di 5 anni e tra i sintomi con i quali devono fare i conti ci sono soprattutto il senso di oppressione al torace (43%), raffreddori di lunga durata (24%), tosse (62%) e tosse notturna (71%). L’asma limita le normali attività quotidiane nel 76% dei casi e nel 76% disturba, più o meno spesso, il sonno.